vanity, 2 aprile 2007
Prigionieri a Teheran quindici marinai
• Sono ancora prigionieri a Teheran i quindici marinai inglesi arrestati dalle Guardie della Rivoluzione iraniane nello Shutt el Arab. Tra questi c’è una donna di 26 anni, Faye Turney, sposata e madre di una bambina di tre anni, Molly. Gli iraniani l’hanno mostrata in un video mentre, con un velo poggiato sulla testa, fuma tranquilla, dice di esser trattata bene e ammette: «Ovviamente, abbiamo sconfinato». Nei giorni successivi, gli iraniani hanno mostrato altri filmati dove altri tre marinai – insistendo sul fatto che i loro sequestratori sono assai gentili – ammettono di esser finiti in acque iraniane. Gli inglesi, furibondi, hanno subito fornito le coordinate del punto in cui è avvenuto l’arresto, coordinate che dimostrano la regolarità della posizione. Ma quel punto di mare, purtroppo, fa parte di un’area contesa tra Iran e Iraq, ed è già stato all’origine della guerra tra i due paesi del 1980. Gli analisti leggono la vicenda del sequestro soprattutto come un momento della lotta tra le fazioni persiane. Le Guardie della Rivoluzione avrebbero messo in atto il colpo di mano per por fine alle manovre della parte moderata contro il presidente Ahmadinejad. Creando un nemico esterno contro il quale rivolgere l’attenzione – cioè la Gran Bretagna, meno pericolosa degli Stati Uniti –, hanno momentaneamente ricompattato il paese su una linea estremista. Domenica, duecento persone sono andate a gridare e a lanciare oggetti contro l’ambasciata inglese a Teheran. Nel Golfo, intanto, incrociano una cinquantina di navi occidentali, tra le quali tre portaerei americane. Uno schieramento che non si vedeva dal 2003. [Giorgio Dell’Arti]