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 2007  aprile 07 Sabato calendario

Licenziato il presidente Telecom

• Marco Tronchetti Provera ha licenziato il presidente della Telecom, Guido Rossi, col sistema molto semplice di non inserirlo nella lista di candidati che dovranno essere eletti lunedì prossimo nel nuovo consiglio d’amministrazione. Così, il venerdì di Pasqua, Rossi ha preferito dimettersi. Guido Rossi è quel grande avvocato di 75 anni, grande esperto di diritto societario, grande amico della Procura milanese, testa d’uovo della sinistra più elegante, che aveva assistito gli olandesi di Abn Amro nella loro guerra contro i furbetti per la conquista di Antonveneta e che era poi stato chiamato a guidare la Federcalcio quando era scoppiato lo scandalo Moggi-Carraro. Vinto il titolo mondiale e nominato ct Donadoni, era stato chiamato a presiedere la Telecom nel settembre scorso, quando Tronchetti Provera aveva litigato con Prodi che non voleva fargli vendere i telefonini e anzi pretendeva di trasferire allo Stato (leggi: Cassa depositi e prestiti) la rete di cavi e ripetitori dell’azienda. In Telecom è opinione generale che Rossi abbia giocato in questi mesi contro Tronchetti e lavorato in segreto per Prodi, cioè per ridurre Tronchetti a un condizione dalla quale gli sarebbe stato difficile non vendere a chi era gradito al governo (Rossi nega e sembra in effetti impossibile che un presidente possa far la guerra al proprio azionista: eppure c’è chi lo accusa di avere addirittura manovrato per tenere il titolo depresso a 2,1). Alla fine, dopo che Guido Rossi aveva costretto Tronchetti a rinunciare a un’alleanza con gli spagnoli di Telefonica e quando sembrava ormai certo che avrebbe dovuto cedere l’azienda alle banche e a basso prezzo (come voleva Prodi), ecco arrivare gli americani di At&t e i messicani di Carlos Slim. Alle grida di indignazione di banche e governo, specialmente della sua ala sinistra e di Di Pietro, Tronchetti ha risposto con una dichiarazione di guerra assoluta: licenziando il più fidato dei fidati, cioè l’intoccabile Guido Rossi. [Giorgio Dell’Arti]