vanity, 27 aprile 2007
Sedici anni alla Franzoni
• I giudici della Corte d’Assise d’Appello di Torino hanno concesso le attenuanti generiche ad Annamaria Franzoni e l’hanno condannata a sedici anni di carcere. La sentenza di primo grado aveva stabilito una reclusione di trent’anni. Si tratta dunque, per la mamma di Cogne, di scontare una pena pressoché dimezzata. E tuttavia la famiglia Lorenzi e il nuovo difensore Paola Savio – subentrata a Carlo Taormina come semplice avvocato d’ufficio – hanno annunciato il ricorso in Cassazione. Dunque Annamaria (che giudica “ingiusta” anche quest’ultima condanna) non finirà per ora in carcere, dato che la condanna non è definitiva. Per la sparuta minoranza di lettori che non sapessero di che cosa parliamo, ricordiamo che il 30 gennaio 2002, in una villetta di Montroz, frazione di Cogne, una mamma disperata chiamò la guardia medica, gridando che «il bambino butta sangue dalla bocca». I soccorritori trovarono pochi minuti dopo il piccolo Samuele Lorenzi, di tre anni appena compiuti, con la testa fracassata da diciassette colpi inferti con un corpo contundente, e il cervello che gli fuoriusciva dalle orecchie. La mamma che gridava era, appunto, Annamaria Franzoni. Il piccolo Samuele morì in ospedale dopo un’ora e mezza. [Giorgio Dell’Arti]