vanity, 4 giugno 2007
Contrasti nella maggioranza
• Il clima non è buono in Italia anche per via dei contrasti molto violenti dentro la maggioranza. Il voto alle amministrative ha mostrato che l’Ulivo (cioè Ds + Margherita, cioè il Partito democratico) perde consensi e così Rifondazione, mentre avanzano i piccoli, soprattutto Di Pietro, ma anche Udeur, Pdci e Verdi. Il centro-destra sta al 57,72%, il centro-sinistra al 38,28. In queste condizioni, si sono tenuti due vertici tra Prodi e i suoi alleati, che hanno avuto un andamento tempestoso. Fassino e gli altri, a questo punto, hanno fretta non solo di fondare il Partito democratico, ma soprattutto di metterlo sotto l’ala di un leader che sappia recuperare consensi. Prodi non vuole assolutamente, perché un leader forte a capo dell’Ulivo avrebbe un effetto destabilizzante sul governo e lui vuole durare il più a lungo possibile, non importa come. Perciò ha sbattuto i pugni sul tavolo e gridato: se non vado più bene, torno a casa e si vota. Solo che la decisione di mandare il paese a votare non dipende da lui, ma è prerogativa, casomai, del presidente Napolitano. Altro uomo politico che invoca le elezioni anticipate è Bossi: alle amministrative, infatti, la Lega ha preso una valanga di voti (per esempio a Verona, dove è passata da 6 al 28 per cento). La sensazione di sfascio del centro-sinistra deriva anche da questo: quando Prodi è stato costretto al secondo vertice, i due vice-presidenti del Consiglio non si sono fatti vedere. D’Alema ha preferito starsene a Valencia a godersi le regate di Luna Rossa, Rutelli non s’è mosso da Milano dove ha inaugurato la Triennale. [Giorgio Dell’Arti]