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 2007  luglio 23 Lunedì calendario

Consorte indagato

• Come si sa, intercettando Consorte – l’uomo che nell’estate 2005 tentò di scalare la Banca Nazionale del Lavoro – i magistrati hanno anche sentito le voci di D’Alema, di Fassino e di altri politici meno celebri che da Consorte venivano informati sui suoi movimenti e a cui Consorte sembrava anche chiedere consiglio, aiuto o solidarietà. Ora, il pubblico ministero che indaga su Consorte non può adoperare quelle registrazioni senza il permesso del Parlamento. dunque partita, in direzione della Camera e del Senato, una richiesta del giudice per l’indagine preliminare, cioè il gip. Questo giudice è la famosa Clementina Forleo, che ha mandato le carte in Parlamento corredandole di un violento atto d’accusa verso i politici intercettati, che «all’evidenza appaiono non passivi ricettori di informazioni pur penalmente rilevanti, né personaggi animati da sana tifoseria per opposte forze in campo, ma consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata» in «una logica manipolazione e lottizzazione del sistema bancario e finanziario nazionale». La Forleo fa sapere che, se il Parlamento le concederà l’utilizzo delle telefonate, i diessini Fassino, D’Alema e Latorre, e i forzisti Grillo, Comincioli e Cicu saranno sottoposti a indagine penale. Apriti cielo! La classe politica ha reagito con suprema indignazione, respingendo ogni accusa e contestando il diritto del gip a sostenere quello che sostiene. Mastella vuol mandare gli ispettori, Bertinotti e Marini si sono lamentati per il fatto che la documentazione della Forleo sia finita prima sui giornali che consegnata agli interessati. La nuova guerra è in corso. I giuristi, però (almeno i giuristi che scrivono sui giornali, come Vittorio Grevi o Carlo Federico Grosso), sostengono che effettivamente il gip è andato al di là delle sue prerogative: accusare e perseguire compete al pubblico ministero, rispetto al quale il gip è terzo – dicono – e sostanzialmente neutrale. [Giorgio Dell’Arti]