vanity, 30 luglio 2007
Scossoni per le borse
• Le Borse di tutto il mondo hanno subito la settimana scorsa un paio di scossoni molto pesanti e molto preoccupanti, dovuti alla particolare situazione americana. Qui le famiglie sono troppo indebitate e se le famiglie americane, perseguitate dai creditori, smettono di fare acquisti, ci andiamo di mezzo tutti, perché gli Stati Uniti sono il primo cliente di quasi tutti i paesi del mondo. Da che cosa nasce questa difficoltà americana? Da molti fattori messi insieme, ma i più spettacolari e gravi sono due. Le banche hanno spinto fortemente sulla diffusione delle carte di credito e questa politica commerciale ha prodotto una quantità insospettabile di drogati e di drogate della carta che spendono senza sapere quello che fanno: dopo il primo periodo di promozione a tasso zero, le banche applicano commissioni che possono arrivare al 16 per cento. Seconda ragione: le banche hanno trovato il modo di dare soldi a chi vuol comprare casa, ma non offre garanzie. Si tratta dei mutui cosiddetti subprime: si concedono a un cliente non importa quanto affidabile, poi si trasformano in un’obbligazione e si vendono a un Fondo. Il Fondo piazza a sua volta le sue quote, il cui valore è determinato anche dalle obbligazioni-mutuo, tra il pubblico. Quindi, lo stesso signor Smith che è stato finanziato col mutuo potrebbe in teoria investirci su comprando una quota del Fondo dove il suo mutuo galleggia sotto forma di obbligazione. Questo girotondo cessa – e con gran fracasso – quando mr. Smith non ha più i soldi per rimborsare il mutuo. Allora il Fondo vende al più presto le obbligazioni-spazzatura e butta giù la Borsa. A quanto ammontano i soldi legati al fenomeno carte di credito e al fenomeno mutui subprime? Per le carte di credito, si parla di 880 miliardi di dollari. Per i mutui qualcuno dice 50 miliardi, qualcun altro 100. La verità, purtroppo, è ancora più spaventosa: di quanti soldi si tratta non lo sa nessuno. [Giorgio Dell’Arti]