vanity, 11 agosto 2007
Mastella e le elezioni anticipate
• Mastella ha sempre detto che, piuttosto di subire il referendum sulla legge elettorale, avrebbe fatto cadere il governo, provocato le elezioni anticipate e guadagnato così un anno di tempo. La settimana scorsa se n’è uscito invece con l’annuncio che il referendum, a questo punto, non è più un pericolo, che si faccia pure, tanto lui rifonderà un partito cattolico di centro – una simil-Dc – unendosi con Casini e forse, addirittura, con l’odiato Di Pietro. La cosa va presa molto sul serio perché Casini gli ha fatto eco nel solito modo contorto, ma tutto sommato favorevole. Pezzotta – tirato per la manica a unirsi nell’impresa – ha per ora detto di no. Ma insomma dopo l’estate, oltre alla nascita del Partito democratico e della Cosa rossa, dovrebbe esserci anche quella di questo nuovo soggetto, capace di un dieci per cento di consensi e quindi in grado di superare gli sbarramenti della legge elettorale post-referendum. la Lega adesso ad annunciare fuoco e fiamme per impedire la consultazione. Ma non si direbbe che Bossi e i suoi abbiano la forza per fermare i troppi treni che si sono messi in movimento. [Giorgio Dell’Arti]