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 2007  agosto 11 Sabato calendario

Valentino Rossi e il fisco

• Valentino Rossi possiede otto automobili (due Porsche, una Bmw M5, una Bmw M3, una Mini Cooper, una Mitsubishi, un Mercedes Sprinter e una Fiat), quattro case (una a Tavullia, una a Londra, una a Ibiza, una a Milano), un marchio di moda (Imatra), uno yacht (un Pershing 50 battezzato Titilla e ribattezato poi col suo numero di gara 46+4: non è intestato a lui, ma è «riconducibile a lui»). Ha inoltre guadagnato – nel solo periodo 2000-2004 – 58 milioni 950.311 euro. Su tutto questo ha pagato poco o niente di tasse col sistema piuttosto recente di dichiararsi residente a Londra, ma non cittadino inglese. In questo modo ha accontentato la regina Elisabetta con qualche milione e ha lasciato a bocca asciutta lo Stato italiano. Il nostro fisco però se n’è accorto e ha cominciato la contestazione, che è anche penale. Il famoso campione rischia fino a tre anni di galera e il versamento – tra sanzioni, imponibile Irpef evaso, Iva e Irap non pagata – di 112 milioni di euro. Ma non è affatto detto che il fisco italiano la spunti: Valentino non ha usato un paradiso fiscale, ma le leggi di uno stato dell’Unione europea. Se il campione ha formalmente adempiuto a tutto quello che è previsto, sarà difficile metterlo all’angolo. Anzi, il caso rischia di sollevare un contenzioso internazionale tra l’Inghilterra e l’Italia, che insistendo metterebbe in mora la legge di un paese con cui esistono convenzioni e accordi. Anche l’altro nostro campione di motociclismo, Loris Capirossi, ha ricevuto da quelli delle tasse una contestazione analoga, per un milione e 300 mila euro. Qui però il contenzioso risale al 1995, anno dal quale il fisco e il nostro campione (residente a Montecarlo) disputano intorno a dodici milioni di entrate. Nella lite in corso, le commissioni tributarie hanno finora dato torto a Capirossi. [Giorgio Dell’Arti]