vanity, 15 agosto 2007
Omicidio in Germania
• Alle prime ore di Ferragosto, cioè tra le due e le tre di notte, killer giunti in limousine hanno atteso nel buio che finisse la festa nel ristorante Da Bruno, a pochi passi dalla stazione di Duisburg, in Germania. Quando il gruppo di calabresi è uscito e s’è attardato a chiacchierare nel vicolo, i killer (due in un commando di una decina) hanno aperto il fuoco con i mitra, lasciando sul terreno sei uomini. Si sono poi allontanati con relativa calma, mentre una donna che aveva assistito al massacro fermava un’auto della polizia. I morti sono il cuoco e comproprietario del ristorante Da Bruno, Sebastiano Strangio, di 39 anni, il più vecchio di tutti; i due fratelli Francesco e Marco Pergola, figli di un poliziotto, di 22 e 20 anni; un ragazzino di 16 anni, Francesco Giorgi; Tommasi Venturi, che compiva quella sera 18 anni ed era stato festeggiato nel locale; Marco Marmo, di 25 anni, forse l’obiettivo vero degli assassini. L’eccidio ha riportato alla ribalta la cosiddetta faida di San Luca, un ammazzamento tra famiglie del reggino che dura dal 1991, cominciato – secondo la leggenda – a causa di un lancio di uova nel Carnevale di quell’anno. Le vere ragioni dell’agguato stanno però nel traffico di cocaina, di cui le famiglie calabresi della ’ndrangheta sono padrone. È la prima volta nella storia della malavita che un regolamento di conti apparentemente tutto italiano, o calabrese, avviene all’estero. Segno inequivocabile che la ’ndrangheta non è più questione solo italiana, ma ormai europea o mondiale. [Giorgio Dell’Arti]