vanity, 20 agosto 2007
Borse in calo
• Nell’ultimo mese le Borse di tutto il mondo hanno perso 4.600 miliardi di dollari di valore. Nell’ultima settimana più di mille miliardi. Nell’ultima settimana le banche centrali del mondo hanno finanziato gli istituti assediati dai grandi clienti, che vogliono restituire quote di fondi e riavere i loro soldi, con almeno 500 miliardi. Questo porterà su l’inflazione. Ma la situazione è talmente complicata che le banche centrali, una volta tanto, hanno deciso di infischiarsene: la Federal Reserve ha tagliato il tasso di sconto di mezzo punto (da 6,25 a 5,75), la Bce quasi certamente rinuncerà al previsto aumento di settembre. Su Repubblica Federico Rampini ha scritto che, per chi guarda da lontano, l’entità di un incendio si valuta dal numero di canad-air impiegati per i soccorsi. Se questo è vero, l’altezza delle fiamme finanziarie che stanno bruciando il pianeta è persino difficile da calcolare, indipendentemente da qualche eventuale rimbalzo positivo di Wall Street o di piazza degli Affari. Nel mondo circolano derivati per 400 mila miliardi di dollari, un numero talmente grande da non significare forse niente. Ma se ne può capire la natura considerando che il Pil mondiale – cioè tutto ciò che gli uomini fabbricano in un anno sul pianeta – è pari ad appena 38 mila miliardi di dollari, meno di un decimo di tutti i derivati esistenti. In Germania la Landesbank Sachsen Girozentrale ha dovuto farsi prestare da un pool di banche 17,3 miliardi di euro per far fronte ai clienti. Negli Stati Uniti le banche specializzate in mutui finite in bancarotta erano fino a domenica scorsa una novantina. Il fondo Sentinel ha chiesto il Chapter 11, cioè l’amministrazione controllata: crac da 1,6 miliardi di dollari e poco meno di seimila lavoratori a casa. Countrywide, la più importante finanziaria statunitense con più di mille filiali, 61 mila dipendenti e un portafoglio di 1.400 miliardi, è stata salvata da 40 banche che, in pool, le hanno messo a disposizione 11 miliardi di dollari. Salvata, per ora: Moody’s, senza nominarla, ha previsto che salterà per aria e che si tirerà dietro qualche banca di livello mondiale. [Giorgio Dell’Arti]