vanity, 27 agosto 2007
Comizio di Bossi
• In un comizio di domenica scorsa a Ca’ San Marco (Bergamo) Bossi ha gridato a un certo punto questa frase: «Davanti alle rapine e alle delinquenze di uno Stato che ci ha tolto la libertà sappiamo come reagire. I lombardi non hanno mai tirato fuori i fucili, ma per farlo c’è sempre una prima volta». Parole che hanno suscitato critiche forti da parte di tutti e specialmente del Quirinale. I passaggi più significativi del discorso – durato una ventina di minuti – sono però altri due: Bossi a un certo punto dice che i lumbard le tasse vogliono pagarle, ma alle Regioni e ai Comuni: «Ci saranno cinque passaggi, precisi e programmati». Quali passaggi? Lo si saprà a Venezia il 16 settembre. Bossi: «La rivoluzione si fa col cervello». Calderoli poco dopo il comizio ha spiegato: «Non possiamo anticipare le nostre mosse, altrimenti l’Agenzia delle entrate fa una circolare e disinnesca la rivolta». Del resto pochi giorni prima, in un’intervista ad Aldo Cazzullo del “Corriere della Sera”, Giulio Tremonti aveva fatto capire che ci sono i mezzi tecnici per fare la rivolta fiscale sul serio e che lui stesso ha escogitato il metodo (prima di essere una star politica, Tremonti è un commercialista di chiara fama): «Il sistema italiano offre ampi margini per forme di protesta non illegali...». [Giorgio Dell’Arti]