vanity, 27 agosto 2007
L’aborto selettivo
• Una signora milanese di 38 anni, già madre di un bambino di tre anni e incinta di due gemelle, scopre che una delle due creature che aspetta è down. Chiede quindi all’ospedale San Paolo di Milano il cosiddetto “aborto selettivo”: l’eliminazione cioè del feto affetto dalla sindrome. I medici fanno le lastre, da queste risulta che il feto malato è quello di sinistra, dopo qualche giorno si compie l’intervento. luglio. Adesso la madre scopre che i medici hanno sbagliato e hanno eliminato il feto sano. Cominciano le cause e, nello stesso tempo, la notizia finisce sui giornali provocando, naturalmente, la reazione delle autorità politiche e di quelle religiose, contrarie all’aborto tout court e in modo speciale a qualunque manipolazione che abbia caratteristiche eugenetiche. In particolare la senatrice Paola Binetti, della Margherita (un partito che sta al governo) ha subito chiesto la revisione della legge 194 del 1978. La 194 è già stata sottoposta a due referendum nel 1981: uno dei cattolici, che ne chiedeva l’abrogazione, e uno dei radicali che ne chiedeva l’ampliamento. Bocciati entrambi nettamente: col 68 per cento dei voti il primo, con l’88 il secondo. [Giorgio Dell’Arti]