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 2007  agosto 31 Venerdì calendario

Bush e i mutui degli americani

• Bush ha comunicato alla nazione che «si farà qualcosa» per le famiglie americane che non riescono a star dietro alle rate dei mutui sulla casa. una dichiarazione che contraddice completamente non solo il pensiero di fondo della destra repubblicana (lo Stato non si mette in mezzo alle faccende dei privati, per nessuna ragione), ma anche quanto lo stesso Bush aveva detto all’inizio d’agosto, quando era cominciata la crisi dei cosiddetti mutui subprime: alla domanda di un giornalista che gli aveva chiesto se l’Amministrazione avrebbe dato una mano ai neopadroni di casa insolventi, Bush aveva risposto con tre parole: «Non credo proprio». Venerdì, mentre Bush parlava, il governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke, spiegava che le perdite causate dai mutui superavano ogni previsione. Si ricorderà in che consiste la faccenda: le banche hanno finanziato clientela priva di garanzie e hanno poi impacchettato questi crediti in prodotti finanziari venduti a tutto il mondo, aiutate in questo dalle valutazioni, forse compiacenti, forse solo cieche, delle agenzie di rating. Quando i poveracci che avevano fatto il passo più lungo della gamba hanno smesso di pagare, il sistema è venuto giù. Le Borse negli ultimi giorni hanno tenuto solo perché le banche centrali hanno continuato a immettere soldi nel sistema (dovremmo aver superato di parecchio, ormai, i 500 miliardi di dollari). Ma negli Stati Uniti si sono volatilizzati intanto almeno 30 mila posti di lavoro, in Germania salta fuori ogni giorno una banca coinvolta e anche in Italia il governo sta studiando un fondo di una decina di miliardi da destinare alle famiglie in difficoltà con le rate della casa. L’ultimo giorno d’agosto è stata anche rimossa dal suo incarico la presidente dell’agenzia di rating Standard and Poor’s, Kathleen Corbet. [Giorgio Dell’Arti]