vanity, 8 settembre 2007
Il V-Day di Grillo
• Beppe Grillo ha radunato i fan del suo blog in duecento città diverse e soprattutto a Bologna, dove una folla ha riempito piazza Maggiore. A parte il solito balletto di numeri (30 mila, 50 mila o 200 mila), la ressa era comunque impressionante e impressionanti le adesioni arrivate alla manifestazione. Di che diavolo si trattava? Del V-Day, sigla che sta per (chiediamo scusa) “Vaffanculo Day”, dove i personaggi da mandare in quel posto erano i politici con tutti i loro partiti, senza distinzioni. Grillo si proponeva in concreto di raccogliere le firme per una legge di iniziativa popolare che sancisse: l’ineleggibilità al Parlamento di chi sia stato condannato in via definitiva, il limite di due legislature per chiunque e l’elezione diretta di deputati e senatori. Subisso di critiche, naturalmente, dalla politica – a parte Di Pietro e Pecoraro Scanio –, prudenza nei commenti giornalistici, e plauso da parte di tutti gli altri. Grillo però, che ha scritto anche un libro sul precariato, ha insultato la legge Biagi, passaggio del suo show bolognese che gli ha reso avversi parecchi simpatizzanti naturali. Su questo punto, ricordiamo che il giuslavorista Pietro Ichino – difensore tenace della legge – lo ha sfidato a un dibattito pubblico, a cui il comico s’è finora sottratto. [Giorgio Dell’Arti]