vanity, 17 settembre 2007
Aumenti in vista
• Col petrolio a ottanta dollari, l’aumento preannunciato dei prezzi dell’energia sembrerebbe ovvio: +1,9% per la luce, +1,7% per il gas, secondo i dati di Nomisma. Senonché proprio la settimana scorsa l’euro ha stabilito il suo record storico nel cambio col dollaro, superando quota 1,39. Poiché il petrolio si tratta prevalentemente in dollari, l’apprezzamento della valuta dovrebbe portarci vantaggi tali da compensare ampiamente i rincari internazionali. Infatti, una nota dell’Unione petrolifera dello scorso giugno prevedeva risparmi per le nostre bollette di 3-6 miliardi di euro. Questo aumento dei prezzi non è quindi chiaro. Per gli alimentari, e in particolare per i cereali, si prevedono impennate anche del 30 per cento. Le spiegazioni sono queste: troppi terreni nel mondo sono stati riconvertiti alle bioenergie, sottraendo spazio ai prodotti alimentari. La Russia e l’Ucraina, che non vogliono tensioni sui prezzi al loro interno, stanno rendendo più costose le esportazioni con dei dazi. L’India e l’Egitto stanno facendo incetta di grano. L’Unione europea, che dava incentivi per tenere incolti il 10 per cento dei terreni (politica che dura dal 1992), ha deciso di rimettere in produzione al più presto quei campi. [Giorgio Dell’Arti]