vanity, 15 settembre 2007
Code alla Northern Rock
• Da oggi lunghe code stazionano davanti alle 76 filiali della Northern Rock, l’ottava banca inglese per dimensioni (cioè è piccola) e la quinta di quel paese per fatturato da mutui. Gli amministratori dell’istituto si erano dedicati ai subprime con molta disinvoltura arrivando a concedere prestiti senza garanzia fino a importi pari al 125 per cento del valore dell’immobile e a tollerare rate superiori di cinque volte all’ammontare dei salari. In questo modo si sono esposti con 800 mila persone. Giovedì scorso, l’annuncio che gli utili saranno tagliati di una somma oscillante tra i 500 e i 540 milioni di sterline (sui 647 attesi). Subito dopo, l’ammissione che la Banca d’Inghilterra aveva concesso un prestito d’emergenza a lungo termine di entità imprecisata. L’arrembaggio dei clienti è cominciato subito. Fino a lunedì mattina, ore 10, erano stati ritirati due miliardi di sterline. La previsione è che in una settimana la Northern sarà costretta a restituire la metà dei suoi depositi, cioè una ventina di miliardi di euro. Questo, nonostante tutte le autorità preposte si sgolino a giurare - da tutti i tg esistenti - che non c’è pericolo, l’istituto è solido, i denari sono al sicuro, eccetera. La polizia è dovuta intervenire a Sheffield, a Cheltenham un uomo d’affari s’è barricato con la moglie nell’ufficio di un dirigente pretendendo la chiusura immediata del suo conto da un milione di sterline. Il titolo ha perso il 32 per cento in 24 ore. Adam Applegarth, l’amministratore delegato di Northern che abita in una villa da quattro milioni di euro plurifotografata in questi giorni, ha ammesso: «Cerchiamo un acquirente, sarebbe un supplizio andare avanti così». E gli acquirenti, a quanto pare, ci sarebbero. Stanno solo aspettando che il prezzo scenda ancora. [Giorgio Dell’Arti]