vanity, 29 ottobre 2007
I processi in Italia
• In Italia una causa civile dura mediamente 2.276 giorni fino alla sentenza di secondo grado, una causa penale 1.424 giorni fino all’appello, più un altro anno per la Cassazione. Se alla lunghezza del procedimento aggiungiamo i tempi dimezzati delle prescrizioni, arriviamo alla conclusione che quasi tutta la macchina della giustizia gira inutilmente. L’indulto ha reso superflui i processi con condanne inferiori ai tre anni (che bisogna celebrare lo stesso, ma alla fine dei quali il reo va liberato), le legittime astuzie dei difensori prolungano quasi sempre i tempi in modo che si superi il periodo della prescrizione. I rimedi sarebbero: abolizione di qualche grado di giudizio e soprattutto possibilità di appellarsi solo in presenza di elementi davvero nuovi e non considerati nella prima fase. La prescrizione è stata inventata per non continuare a cercare colpevoli di delitti di cui s’è persa memoria. Ma quando ci sono i rinvii a giudizio, o addirittura le condanne, francamente non ha più senso. Aiuterebbe anche – e fortemente – una magistratura (e sto parlando qui pure dei pm) meno impreparata, meno chiacchierona, meno vogliosa di andare sui giornali, meno politicizzata. Infine: la lentezza del processo conviene grandemente agli avvocati e il nucleo più forte di deputati e senatori è costituito proprio dagli avvocati. I quali - non ci si crederebbe - mentre ci rappresentano in Parlamento, continuano a esercitare la professione, ignari di ogni conflitto d’interesse. [Giorgio Dell’Arti]