9 dicembre 1991
Fiat Cinquecento (ma è un’altra cosa)
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Viene presentata la Fiat Cinquecento. Erede della Fiat 126, nel nome (scritto a
lettere) si vuole ricordare la più illustre progenitrice, la Fiat 500. Le forme
sono ancora quelle squadrate della 126 mentre il posteriore è verticale (prende
spunto dalla Y10 Autobianchi uscita nel 1985). Esclusivamente tre porte, due
motori da 704 e 903 cm3, è quasi tutta fabbricata nello stabilimento di Tychy
in Polonia. [Alessandro Sannia, Il grande
libro delle piccole Fiat, Giorgio Nada Editore 2008]
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«L’italiano, cuor contento / sale sulla Cinquecento / e si accorge che il
passato / per incanto è ritornato! / Mario Riva e il Musichiere / Mario Scelba
e le galere / Mario Corso nello stadio / Mario Pio dentro la radio: / che
magia, che emozione / questa gran restaurazione! / Si ritorna all’obbedienza /
al decoro alla pazienza / alla Patria e al focolare / alla pace familiare. / Si
riaprono i bordelli / che consolano gli uccelli / maltrattati dalle triste /
rivoltose femministe. / Un figliolo militare / fidanzata l’altra figlia /
qualche rata da pagare / la domenica in famiglia. / Spose o vergini / le donne
obbedienti gli scolari/ i nipoti con le
nonne / il latino sugli altari. / Rispettare i superiori! / Obbedire ai
genitori! / Il divorzio cancellato! / Basta con il sindacato! / L’italiano
pensieroso / si destò da quel sognare / tornò all’oggi nebuloso / e decise il
suo daffare: / esclamò con forte accento / “Vaffanculo, Cinquecento”». [Michele
Serra, Poetastro (poesie per incartare l’insalata),
Feltrinelli 1993]