2 agosto 1922
L’offensiva delle camicie nere
• Gli squadristi, oltre a colpire gli scioperanti, assaltano militarmente i municipi amministrati dalle sinistre e devastano le sedi delle organizzazioni sindacali e cooperative. Ad Ancona vengono uccise 8 persone, mentre a Livorno i morti sono 4: il consigliere comunale comunista Pietro Gigli, suo fratello Pilade (la madre è gravemente ferita), gli anarchici Gisberto Catarsi e Filippo Filippetti. A Vicenza, mentre i pompieri accorrono verso la Camera del lavoro in fiamme, i fascisti bruciano il circolo ferrovieri. Ucciso a Savona lo studente d’ingegneria Mario Invernizzi, del circolo giovanile repubblicano. Distrutto il circolo ferrovieri di Sampierdarena (Ge): nell’assalto cade il diciannovenne squadrista casalese Egidio Mazzucco. A Trieste viene scagliata una bomba nella redazione di Il Lavoratore comunista e un furgone per la distribuzione del giornale è gettato a mare. Le squadre d’azione di Edoardo Torre espugnano e distruggono la Camera del lavoro di Novi Ligure (Al). Impegnato in un’azione antisciopero contro un gruppo di edili, cade a Imola (Bo) lo squadrista diciottenne Andrea Tabanelli: immediata la rappresaglia, con l’uccisione a bastonate del ferroviere anarchico Raffaele Virgulti. Il fuochista Attilio Forlani muore in un deragliamento causato dalla sbullonatura delle rotaie da parte degli scioperanti, nei pressi di Osimo (An). A Foligno (Pg) lo squadrista quarantaquattrenne Luigi Andena cade nel corso di una spedizione punitiva. Assassinato a Villanova di Là (Mo) il sindacalista Giovanni Forghieri. Ucciso a Tivoli (Rm) il ferroviere socialista Santo Lamarra. Scontri armati provocano vittime anche a Monza e in diverse altre località. [Franzinelli1]