2 dicembre 1942
Il discorso di Mussolini
• Benito Mussolini pronuncia un discorso alla Camera dei fasci e delle corporazioni: «Fra Arcadia, balletti e canti, si è diffuso nel mondo il luogo comune di un’Italia che deve occuparsi soltanto di pennelli, scalpelli e strumenti musicali. Io vi dirò una cosa che vi stupirà, un paradosso, forse un’eresia. Ebbene, io preferirei di avere in Italia meno statue, meno quadri nei musei, e più bandiere strappate al nemico». E ancora: «Il popolo italiano non ha mai avuto pane a sufficienza. E tutte le volte che noi abbiamo cercato di farci un po’ di posto nel mondo, abbiamo sempre trovato le vie sbarrate: non solo all’Italia fascista, ma all’Italia pura e semplice, fosse anche l’Italia di Di Rudinì, di Giolitti o di Orlando. Non vuole l’esistenza di un’Italia che nutra sogni di grandezza: si vuole un popolo italiano che sia piacevole, divertente, servizievole. Questo è il sogno che cova nell’animo degli anglosassoni». [Benito Mussolini, Citazioni, XX Secolo, Roma 1969; L’Indipendente, 2/01/05]