1 maggio 1922
Violenze alla festa del lavoro
• Le camicie nere assaltano e disperdono diverse manifestazioni operaie e popolari, provocando morti e feriti a Roma, Alfonsine (Ra), Rovigo, Romagnano Sesia (No), Binanuova (Cr), Livorno, Colle di Val d’Elsa (Si), Perugia, Andria (Ba). A Milano l’astensione dai lavoro è totale; i fascisti assaltano i manifestanti e in serata provocano una vittima. I fascisti organizzano il servizio ferroviario, per far viaggiare i treni nonostante lo sciopero. Assalita dai comunisti la sede del fascio di Quiliano (Sv): ucciso il quarantaduenne squadrista Andrea Prefumo. Uccisi in un’osteria di Rivabella di Zola Predosa (Bo) i fratelli Alfonso e Vincenzo Vignoli e feriti 8 loro compagni che cantavano inni socialisti. Muore a Ponticelli di Imola (Bo) il fascista Luigi Trombetti nell’aggressione a un gruppo di socialisti a pranzo in una trattoria. Una spedizione punitiva degli squadristi di Este contro un’osteria di Megliadino (Pd) viene dispersa a colpi di fucile da caccia: ferite mortalmente le camicie nere Augusto Barbetta, Luigi Barolo e Pietro Zogno. Manganellati il sindaco socialista e un consigliere comunale di Murano (Ve). Il diciannovenne Tancredi Bardiani della squadra L’Ardita è massacrato in un campo dagli Arditi del popolo dopo il fallimento di un’incursione squadrista a Tortiano di Montechiarugolo (Pr). In provincia di Pavia devastate la cooperativa di Sannazzaro de’ Burgondi, le Case dei popolo di Montebello della Battaglia e di Redavalle. Distrutte le sedi di sinistra a Pontedera (Pi). Ucciso un antifascista ad Altopascio (Lu) e uno a Brindisi. Incendiata dalla squadra d’azione Me ne frego la Camera del lavoro di Salerno. Saccheggiati i seguenti sodalizi: circolo socialista di Mezzano e Glorie (Ra), cooperativa socialista di Caprara Campegine (Re), cooperativa socialista di Celleno (Vt), Camera del lavoro di Rieti, Lega socialista di Redavalle (Pv), circolo socialista di Soncino (Cr), circolo socialista di La Rotta di Pontedera (PI). A Vercelli e a Vicenza imponenti comizi «rossi» sono dispersi a bastonate dagli squadristi. Gli squadristi di Vittoria (Rg), dopo aver ucciso a revolverate il giovane comunista Orazio Sortino, incendiano le sezioni della Camera del lavoro e del Partito comunista. [Franzinelli1]