Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1945  aprile 26 Giovedì calendario

Anche Torino insorge

Torino, mattina. L’insurrezione è cominciata: il suo peso è sopportato quasi per intero dalle formazioni di città. Anche perché a ovest di Torino due divisioni tedesche, al comando del generale Schlemmer, circa 35 mila uomini con artiglieria e mezzi corazzati, impedisce l’intervento delle formazioni partigiane di montagna. Dalle fabbriche partono le Sap operaie che combattono nelle strade e alla fine prendono il controllo dei ponti sul Po.

Torino, pomeriggio.
Per la seconda volta, oggi, il generale Schlemmer propone, attraverso la curia arcivescovile, di considerare Torino «città aperta» purché per 48 ore sia concesso il transito attraverso la città delle sue due divisioni. Proposta respinta dal Cln, che pure attende con ansia l’appoggio massiccio delle formazioni partigiane di montagna.

Torino, ore 18.
Nel caso i capi delle formazioni partigiane avessero ancora qualche dubbio sull’ordine, diramato ieri sera, di fermare le operazioni, interviene direttamente il Comando militare regionale. «L’ordine da voi ricevuto ieri sera alle ore 21 è falso. Arrestate chiunque lo ha portato, chiunque esso sia. Non può essere altro che una provocazione. Il Comando militare regionale piemontese ordina a tutte le formazioni dell’VIII zona di entrare immediatamente in città con tutte le forze disponibili».

Genova, sera.
Dopo i combattimenti al porto durati tutta la giornata, i tedeschi alla fine sono costretti alla resa «lasciando in nostre mani oltre duemila prigionieri e un ingente bottino bellico» (Documenti del Cln per la Liguria). [Battaglia 1970]

Genova, ore 22.
Avanguardie motorizzate della V armata americana entrano a Nervi.

• La Radio svizzera annuncia che il comando tedesco della città di Como e delle località del lago verso la frontiera svizzera hanno ceduto l’amministrazione del territorio al Cln. Radio Monteceneri: espugnate Monza e Brescia. Radio Genova: occupate le province di Savona e Imperia. Biella, Alessandria e Asti «tenute saldamente dalle forze partigiane». [Un. 27/4/1945]