25 aprile 1945
Tutti i poteri al Cln
Milano, ore 8.
Presso il collegio dei salesiani di via Copernico si riunisce il Comitato di
liberazione nazionale dell’Alta Italia (Clnai) che approva all’unanimità la
proclamazione dell’insurrezione ed emana tre decreti. Nel primo si stabilisce l’assunzione
di tutti i poteri, civili e militari, da parte del Clnai e dei Cln regionali,
provinciali e cittadini. Con questo decreto, che sancisce l’insurrezione
generale in tutto il Nord, sono istituiti i tribunali di guerra, disciolti i
reparti armati fascisti, assicurato il trattamento di prigionieri di guerra a
quelli germanici. Con il secondo decreto, «per l’amministrazione della giustizia»,
vengono nominate le commissioni di giustizia per la funzione inquirente, i
tribunali di guerra e le corti d’assise popolari per quella giudicante. Si
stabilisce inoltre che «i membri del governo fascista e i gerarchi del fascismo
colpevoli di aver contribuito alla soppressione delle garanzie costituzionali,
di aver distrutto le libertà popolari, creato il regime fascista, compromesso e
tradito le sorti del paese e di averlo condotto all’attuale catastrofe, sono
puniti con la pena di morte e nei casi meno gravi con l’ergastolo». «Vi è
implicita, se può dirsi implicita una cosa così evidente, la condanna a morte
di Mussolini e dei gerarchi fascisti». [Battaglia 1970] E ancora, all’art. 6:
«Coloro che hanno organizzato squadre fasciste, che hanno compiuto atti di
violenza e di devastazione e coloro che hanno diretto o promosso l’insurrezione
del 28 ottobre, sono punti secondo il codice penale del 1889». All’art. 7:
«Chiunque, posteriormente all’8 settembre 1943, abbia commesso o commetta
delitti contro la fedeltà e la difesa militare dello Stato con qualunque forma
di intelligenza o collaborazione con il tedesco invasore e con le forze
nazifasciste, è punito secondo le leggi militari di guerra vigenti l’8
settembre 1943».
Genova, mattina. I
partigiani sfondano a ovest della città ed espugnano il punto chiave di Castel
Raggio. Costrette alla resa le batterie di Arenzano. Un gruppo di studenti
universitari e una squadra di sappisti conquistano la stazione radio sull’altura
di Granarolo.
Parma, ore 12. Gli
alleati entrano in città, ormai sotto il controllo dei partigiani. Il
corrispondente di guerra Godfrey Talbot comunica a Radio Londra: «L’ordine è
perfetto».
Fabbriche occupate dagli operai
Milano, pomeriggio.
Tutte le fabbriche del Milanese sono occupate dagli operai in armi. Alla
Innocenti viene issata su un pennone una bandiera rossa mentre i tedeschi sono
ancora asserragliati nello stabilimento. «Tutto quello che si decide di fare è
ben fatto, tutto riesce, tutti gli ostacoli crollano» (Leo Valiani).
[Casali-Grassi 2000] Scontri a fuoco fino a sera inoltrata in diversi punti
della città: sparano i cecchini, sparano i fascisti dalle autocolonne in fuga.
Vengono occupate le sedi del Corriere della Sera, della Gazzetta dello sport e
del Popolo d’Italia per stampare le edizioni insurrezionali di Unità, Avanti! e
Italia libera.