24 aprile 1945
L’insurrezione perfetta
Genova, pomeriggio. I partigiani hanno occupato gli edifici pubblici, troncato la circolazione ferroviaria in tutta la Liguria, tagliato collegamenti telefonici, luce elettrica e acqua ai presidi tedeschi. Nel resto della città la vita è quasi normale. Per i tedeschi sono chiuse tutte le vie d’uscita. Una colonna di artiglieria tenta una sortita ma viene distrutta. Quella di Genova può considerarsi «l’insurrezione perfetta sotto ogni punto di vista, sul piano militare e sul piano politico, eseguita in una città in cui tutte le condizioni obiettive militavano a favore del nemico. Circa 30 mila tedeschi addensati nel breve tratto della riviera ligure intorno a Genova (...); 50 pezzi di artiglieria di medio calibro, dal 75 al 104, piazzati lungo la cintura di difesa esterna, 15 grossi calibri, dal 152 al 381, pronti a entrare in azione ad Arenzano, Monte Moro e Portofino. Di fronte allo schieramento nemico, in tutte le zone, le forze partigiane, non superiori a un settimo delle forze tedesche, calcolando anche i partigiani della montagna, gli unici provvisti largamente di armi automatiche; in città, secondo le previsioni del Comando piazza, non più di 3 mila sappisti e gappisti, dotati per la maggior parte di pistole». Al momento della mobilitazione generale, però, ai quattro settori militari affluiscono non solo i 3 mila uomini delle Sap già in forza, «ma un numero di cittadini superiore di almeno dieci volte alle previsioni». [Battaglia 1970]