24 aprile 1945
Via alla sommossa
Genova, notte. Dopo che, a mezzanotte, il Comitato di liberazione nazionale (Cln) ligure ha deliberato l’insurrezione, sono cominciate le operazioni. Le Squadre di azione patriottica (Sap) hanno occupato le stazioni ferroviarie di Sestri, Cornigliano, Pegli, Pra’, Cogoleto e conquistato i presidi delle più importanti fabbriche dell’area. All’alba la sommossa è in pieno svolgimento. Si fronteggiano: da parte tedesca circa tredicimila uomini, tra soldati della Wermacht e forze della Rsi, guidati dal generale Gunther Meinhold; dall’altra tremila uomini delle Sap sostenuti da alcune migliaia di civili. Obiettivo dei partigiani: chiudere le vie di comunicazione che consentirebbero ai tedeschi e ai fascisti di ripiegare verso la Pianura padana fissando un’ultima linea di resistenza sul Po. Il Cln non ha aspettato l’aiuto di formazioni esterne avendo avuto segnale che i tedeschi sono pronti all’evacuazione. «Circa i tempi, due incubi: da un lato, essendo gli alleati ancora a Sarzana come evitare la tragica esperienza di Varsavia? D’altro lato se le armate tedesche dislocate fra La Spezia e Savignone raggiungono la linea Kesselring del Po si avranno decine di migliaia di morti e l’indefinibile prolungamento della guerra». [Taviani 2000]
Genova, ore 10. Da un’ora la battaglia divampa nel centro della città. Ma «il palazzo del comune, la questura, le carceri di Marassi, i telefoni sono in mano ai patrioti». [Taviani 2000]
Milano, tarda mattinata. Arrivate le prime notizie da Genova, il Comitato insurrezionale (Luigi Longo, Sandro Pertini, Emilio Sereni, Leo Valiani) decide di agire, diramando l’ordine dello sciopero a partire dalle 13 di domani. I comandi generali partigiani fissano alle 14, sempre di domani, l’inizio delle operazioni. Scontro nella zona di Niguarda tra garibaldini e miliziani fascisti. Lo scontro poi si allarga.