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 1986  aprile 13 Domenica calendario

«Ebrei, nostri fratelli maggiori»

Papa Wojtyla in visita alla sinagoga di Roma. A riceverlo è il rabbino capo, Elio Toaff. «Era dai tempi di san Pietro che il capo della comunità cristiana non entrava in una sinagoga. Un evento impensabile pochi anni prima… Alle ore 17 in punto io e il Papa entrammo nel tempio maggiore seguiti da cardinali, vescovi, rabbini e i rappresentanti della comunità. Dopo l’abbraccio nel cortile, camminammo insieme, uno accanto all’altro, in mezzo a due ali di folla. Ero felice, in quel momento, come tutti i presenti, anche se non riuscii a dimenticare le sofferenze dei tempi del ghetto. Quando poi parlò degli “ebrei, nostri fratelli maggiori”, ricordo che molti si commossero. Parole bellissime, vere, pronunciate con fermezza e convinzione, destinate a cambiare la storia dei rapporti tra ebrei e cristiani». [Rep. 2/4/2005] La sua amicizia con gli ebrei dura da una vita, nonostante l’antisemitismo diffuso tra i cattolici polacchi. A Wadowice un terzo della popolazione era di fede israelita. Ebreo il padrone di casa, ebrei i suoi compagni di classe, ebrea la vicina Ginka, ebrei i parenti di amici finiti ad Auschwitz.

Papa Giovanni Paolo II e il rabbino capo Elio Toaff (Archivio Farabola)