20 gennaio 1998
Tags : Giovanni Paolo II
Il Papa a Cuba da Castro
A Cuba sono le 18 (mezzanotte italiana) quando Wojtyla entra con il suo bastone nel Palacio de la Revolucion per chiedere a Fidel Castro la sua verità su Cuba. Per 45 minuti i due sono rimasti soli, senza interpreti, a colloquio. È stato uno dei più lunghi incontri ufficiali avuti da Giovanni Paolo II durante il suo pontificato. E si è concluso con gesti al limite del protocollo. Donando un libro di Felix Varela, un sacerdote cattolico perseguitato nel secolo scorso, Castro s’è permesso d’accompagnare il regalo con una battuta: «Così potrà esercitarsi con il suo spagnolo». Il Papa ha sorriso e ricambiato con un’immagine di Cristo a mosaico. Così tra i loro due incontri, la Messa di Santa Clara, di questa mattina (il pomeriggio in Italia), è stata come un intervallo per i due grandi vecchi che hanno deciso di giocare una partita di fine secolo, una specie di tempo supplementare nella sfida tra comunismo e Chiesa cattolica. [Luigi Accattoli, Cds 23/1/1998]