27 settembre 1997
Tags : Giovanni Paolo II
Bob Dylan canta davanti al Papa
Al congresso eucaristico a Bologna il cantautore americano Bob Dylan esegue Blowin’ the wind davanti a Giovanni Paolo II. «C’era ragione di essere scettici, io lo ero, e in un certo senso lo sono ancora, di dubitare se davvero fosse giusto far intervenire questo genere di “profeti”». [Benedetto XVI, Giovanni Paolo II, il mio amato predecessore, Edizioni San Paolo] Lui era fatto di un’altra pasta, perfettamente a suo agio in un’epoca in cui «rinasce una nuova concezione del divino, inteso come aggettivo “divino” è Michael Jackson, “divina” Lady Diana, ecc. Anche Giovanni Paolo II ha giocato su questo registro, si è adeguato a questa cultura dell’effimero. Strano paradosso quest’ultimo: un papa che ha tentato ancora di riproporre una morale e un’etica classica e lo ha fatto con i mezzi di questa cultura “movimentata” dei movimenti» (Elmar Salmann, Presenza di Spirito, Cittadella Editrice).