13 luglio 1921
Occupazione fascista di Treviso
• Un migliaio di squadristi invadono la città: obiettivo principale della spedizione punitiva è l’onorevole Mario Bergamo, attorno al quale si è venuto costituendo un ampio movimento antifascista legato al Pri. Gli assalitori, cui le forze dell’ordine lasciano mano libera, sono dotati di mitragliatrici collocate su autocarri. Espugnata dopo una cruenta battaglia la sede della federazione provinciale repubblicana. Imprecisato il numero dei morti fra i trevigiani, le camicie nere lamentano un solo cadut il geometra Giulio Boscaro (colpito da una rivoltellata mentre si affaccia nottetempo dalla finestra dell’albergo, morirà dopo sei giorni di agonia). Piegata la resistenza, gli squadristi distruggono le redazioni dei giornali «La Riscossa» (repubblicano) e «Il Piave» (popolare), devastano sezioni di partito, compiono una spedizione punitiva contro i ferrovieri comunisti. [Franzinelli1]