8 maggio 1921
Domenica violenta
• La giornata festiva registra una quindicina di vittime. Devastata la Camera del lavoro di Udine. Ad Ascoli Piceno gli squadristi di Raffaello Riccardi uccidono 2 comunisti che contestano il comizio di Silvio Gai. A Vinacciano (Pt) muore per una pugnalata, al termine di un comizio socialista, il brigadiere Vittorio Ardini. Tre squadristi uccidono a Vittorio Veneto (Tv) l’antifascista Agostino Da Ros. Due comunisti uccisi a Monastero di Cavriglia (Ar) nell’assedio alla Casa del popolo. Di ritorno a Brescia da una spedizione punitiva il diciannovenne Fausto Lunardini cade durante il rastrellamento contro i «sovversivi» del quartiere di Ponte Mella (probabilmente raggiunto da uno dei numerosi colpi esplosi dagli squadristi nel transito della borgata). Nell’incursione contro la Lega contadina di Scaldasole (Pv) è ferito mortalmente il capo degli squadristi, il trentaseienne Angelo De Giorgi: distrutta per rappresaglia la Casa del popolo. Espugnato il circolo socialista di Baveno (Vb). Incendiata in serata la Camera del lavoro di Bologna. Un militante del Ppi muore a Orta di Atella (Ce) negli scontri con i socialisti. Al ritorno da una spedizione notturna a Taranto una squadra cade in un agguat muore il diciottenne studente Domenico Mastronuzzi. A Castelvetrano (Tp) una manifestazione elettorale del Psi è assalita dai fascisti: 8 i morti, inclusi gli squadristi Paolo Malanca (gettatosi contro il corteo su un carro dal quale spara contro la folla) e Giuseppe Forte (quindicenne, «sì slancia insieme al padre e ad altri camerati in mezzo alla massa dei sovversivi, rimanendo così vittima del proprio ardimento»). Ad Avola (Sr) un gruppo di pregiudicati di Vittoria ingaggiati dagli agrari ferisce alcuni contadini socialisti e nella sparatoria uccide una bimba di quattro anni. [Franzinelli1]