1 maggio 1921
Gravi incidenti alla festa del lavoro
• L’astensione dal lavoro è generale, con poche eccezioni; i rari treni sono scortati da fascisti armati e bersagliati da fucilate esplose da attivisti di sinistra. Sulla linea Pisa-Viareggio è colpito lo squadrista diciannovenne Pacino Pacini (morirà l’indomani): per ritorsione viene bastonato il deputato socialista Modigliani, in viaggio sullo stesso treno. I candidati socialisti Giuseppe Mingrino e Luigi Salvatori, recatisi a Viareggio per un comizio, sono sequestrati e costretti ad aprire un corteo inneggiante all’Italia. Il corteo dei lavoratori di Romagnano Ssia (NO) è disperso a revolverate dai fascisti, che uccidono l’operaio comunista Giuseppe Giustina e feriscono gravemente 2 suoi compagni. Conflitti sanguinosi avvengono a Dignano (Ud), a Monza (Mi) , Rieti e Roma. A Ravenna viene ucciso a revolverate il cinquantacinquenne operaio socialista Francesco Segurini. A Cavriago (Re) cadono sotto i colpi dì una squadra d’azione il cattolico Stefano Barilli e l’anarchico Primo Francescotti. A Piacenza viene ucciso il giovane comunista Stefano Fiorani, del Sindacato ferrovieri secondari e tranvieri; in provincia gli squadristi ammazzano l’operaio Giovanni Chia. A Trieste l’uccisione del fascista Giovanni Comisso è vendicata dall’assalto al giornale comunista «Il Lavoratore». Incendiate la cooperativa e la sezione socialista di Occhiobello (Ro). A Spilimbergo (Pn) l’invasione della sede socialista è seguita dal rogo di bandiere rosse e arredi vari. A Napoli gli squadristi di Aurelio Padovani disperdono il comizio comunista di Misiano e Bordiga e uccidono il ferroviere Giuseppe Spina. Due morti e numerosi feriti nell’espugnazione della Casa del popolo e della Camera dellavoro di Corato (Ba) da parte di squadristi, carabinieri e guardie regie. [Franzinelli1]