25 aprile 1921
Espugnata la Camera del lavoro di Torino
• L’uccisione del trentatreenne operaio fascista Cesare Odone da parte del comunista Galbiati (aggredito dall’Odone e da 2 altri fascisti) determina, quale rappresaglia, l’assalto alle ore 3 del mattino da parte di 36 squadristi armati di pistole, bombe a mano e taniche di benzina del palazzo dell’Associazione generale degli operai, sede della Camera del lavoro e di varie associazioni proletarie. Le guardie regie comandate a protezione dell’edificio rimangono spettatrici degli eventi: il portinaio viene ucciso a pugnalate e lo stabile è completamente distrutto dalle fiamme; i pompieri non possono intervenire, impediti dagli squadristi, uno dei quali, il diciannovenne studente reggiano Amos Maramotti, iscritto al Politecnico, è colpito mortalmente dopo aver scavalcato il muro di cinta. L’indomani verrà devastata la sede cittadina della Fiom. [Franzinelli1]