31 ottobre 1911
Tags : Il colonialismo italiano
Guerriglia a Tripoli
• A Tripoli è ormai guerriglia, qualcosa a cui
i soldati, tutti di leva, non sono preparati e a cui è poco avvezzo anche
Caneva che nella guerra d’Abissinia s’era trovato di fronte avversari molto
numerosi, che attaccavano in massa e puntavano allo scontro campale risolutivo.
I turco-arabi invece si muovono all’improvviso in formazioni piccole e
mobilissime, sfruttando abilmente le caratteristiche del terreno e i
collegamenti segreti con le popolazioni delle zone occupate dagli italiani.
Caneva ha adottato una condotta prudente, difensiva, che in patria criticano,
ma che ha il merito di costar meno, in vite umane e sconfitte. In Tripolitania
si avanza perciò lentamente, e intorno a Bengasi, dove i Senussi aiutano i
turchi, non si avanza affatto. Il corpo di spedizione italiano è arrivato a
100.000 uomini, con un’enorme quantità di apparecchiature belliche. Gli arabi
si sono uniti ai turchi e combattono contro i cristiani una jihad, cosa che
nessuno aveva previsto alla vigilia. La scarsa conoscenza della cultura, delle
leggi e dell’organizzazione sociale degli arabi libici ha reso difficili negli
anni scorsi i rapporti delle autorità italiane civili e militari con la
popolazione locale, che oggi ci è necessariamente ostile. [Calendoro7]
• In provincia di Caltanissetta, 10
mila contadini hanno aderito alla Società Cooperativa Siciliana, per la
colonizzazione agricola di Tripoli e Cirenaica.
• Il ministro Di San Giuliano ha
avuto contatti con l’Istituto agricolo coloniale di Firenze e ha affidato loro
«gli studi e gli esperimenti che dovranno a suo tempo praticarsi per la messa
in valore della Tripolitania e della Cirenaica». [Del Boca/1]