14 dicembre 1909
Tags : Anno 1901. Raggruppati per paesi. Italia
La questione balcanica
• Accordo con l’Austria, sempre nella forma dello
scambio di note. Si stabilisce che una nuova occupazione austriaca del
Sangiaccato può aver luogo solo «dopo un accordo preventivo con l’Italia basato
sul principio di un compenso». Esso stabilisce inoltre: «Ciascuno dei due
gabinetti si impegna a non contrarre con una terza potenza un accordo qualsiasi
concernente le questioni balcaniche senza che l’altro gabinetto vi partecipi su
un piede di eguaglianza assoluta; egualmente i due gabinetti si impegnano a
comunicarsi ogni proposta fatta all’uno o all’altro da una terza potenza che
sia in contrasto col principio del non intervento e si riferisca ad una
modificazione dello statu quo nelle
regioni dei Balcani o delle coste ed isole ottomane nell’Adriatico e nel Mar
Egeo».
• «Con la stipulazione quasi contemporanea
dell’accordo con la Russia e di quello con l’Austria la politica estera
italiana, già ambigua, è arrivata praticamente al limite del doppio gioco. Il
ministro degli Esteri, Guicciardini, ha stipulato l’accordo con l’Austria per
evitare una rottura e una nuova tensione con Vienna. Egli ha inoltre
considerato l’accordo come un’interpretazione del preesistente articolo VII
della Triplice e quindi non lo ha comunicato alla Russia. La politica estera
italiana, nonostante le crisi internazionali e la persistente tensione con
l’Austria, è riuscita a tenersi in equilibrio, talvolta sul filo del rasoio,
tra l’alleanza con gli imperi centrali e gli accordi particolari con la
Francia, la Gran Bretagna e la Russia. Le crescenti difficoltà internazionali
impongono però all’Italia un aumento delle spese militari, mentre le pressioni
interne, determinate dallo sviluppo monopolistico di una parte del capitalismo
industriale italiano e stimolate dal nazionalismo, la spingono sulla via
dell’imperialismo». [Candeloro7]