27 febbraio 1896
Tags : Il colonialismo italiano
Menelik in difficoltà
• Menelik è da due giorni riunito in consiglio di
guerra. «Comincia a trovarsi in difficoltà: il suo grande esercito difetta di
viveri, un attacco contro gli italiani, ingrossati dai recenti rinforzi, appare
pericoloso e ancor più pericolosa per il prestigio del negus sarebbe una
ritirata. Si decide di tentare una grande manovra aggirante per penetrare nel
cuore dell’Eritrea e prendere così alle spalle l’esercito italiano».
[Candeloro6]
• Ha problemi di vettovagliamento anche Baratieri,
ancora ignaro della destituzione. Riunisce quindi sotto la sua tenda i generali
di brigata Arimondi, Dabormida, Albertone, Ellena e il capo di Stato Maggiore
colonnello Valenzano e dopo avere
esposto «le condizioni inquietanti del vettovagliamento» e avere accennato «ad
una possibile ritirata», dice: «Non vi chiamo ad un consiglio di guerra perché
la responsabilità della decisione sarà sempre mia: vi chiamo ad aprirmi l’animo
vostro, come nelle ordinarie occasioni di manovre; e vi chiamo a darmi le
consuete informazioni circa le condizioni delle truppe». I quattro generali contraddicono
il governatore e si pronunciano per l’attacco. Baratieri: «“Il consiglio è
animoso, il nemico è valoroso e disprezza la morte; com’è il morale dei nostri
soldati?”. “Eccellente!”». Congedo: «Attendo ulteriori informazioni da
informatori che devono arrivare dal campo nemico: dopo averle ricevute,
prenderò una decisione». [Oreste Baratieri, Memorie d’Africa,
Melita Editori 1988]