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 1895  dicembre 07 calendario

La strage dell’Amba Alagi

• Battaglia dell’Amba Alagi. Comincia alle 6.30 del mattino con un attacco frontale degli etiopi, termina verso le due del pomeriggio con l’annientamento degli italiani, troppo pochi per resistere. «Quando anche la resistenza delle bande dell’ala destra cedette, la ritirata si trasformò in una fuga disordinata, e i reparti italiani furono annientati. Il maggiore Toselli, che procedeva in coda alla colonna in ritirata insieme ai capitani Canovetti, Persico e Angherà, venne ucciso dagli etiopi con i suoi ufficiali nei pressi della chiesa di Endà Medàni Alèm (o di Bet Mariàm). Il contingente di Toselli venne quasi completamente annientato, con la perdita di 19 ufficiali e 20 graduati e soldati italiani, e di circa 2.000 tra ascari ed irregolari. I pochi superstiti, guidati ora dai tenenti Pagella e Bodrero, raggiunsero alle 16.30 il villaggio di Adrerà, dove trovarono una colonna di 1.500 ascari italiani guidati dal generale Arimondi, partita la sera del 6 dicembre da Makallé per appoggiare il previsto ripiegamento di Toselli; raccolti i superstiti, la colonna, sotto attacco da parte degli etiopi, ripiegò in direzione di Makallé, ove giunse all’alba del giorno dopo». [wikipedia]

• «Giunti presso la chiesa di Bet Mariam il maggiore ordinò al sottoscritto di portarsi alla testa della colonna a cercare il generale Arimondi, pregarlo di prendere posizione a nord della stretta, riunire gli ascari ed impedire una ulteriore avanzata. Il maggiore Toselli era ancora vivo, ma stremato di forze fu udito ripetere da me: “Non ne posso più, ora mi volto e lascio che facciano”. E così fece» (testimonianza del tenente aiutante maggiore Bodrero Alessandro, sopravvissuto all’Amba Alagi). [www.terzaclasse.it]

• Per onorare i caduti di questa sanguinosa battaglia, gli ascari del IV Battaglione (Toselli) portano la fascia nera in segno di lutto.

• «Prese parte ai combattimenti dell’Agordat e di Kassala e alla battaglia dell’Amba Alagi, nella quale in modo particolare rifulse tutto il suo valore e il suo indomito coraggio. Al comando di una sezione di Artiglieria da montagna, destinata ad agire col Battaglione “Nero” dell’eroico e leggendario Maggiore Toselli, il Tenente Manfredini dopo aver sostenuto coi suoi pezzi il glorioso Battaglione Ascari mitragliando fino all’ultimo colpo le orde scioane che, dieci volte superiori alla forza, avevano circondato i nostri, visto cadere quasi tutti i suoi cannonieri, ordinò la distruzione dei pezzi buttandoli nel sottostante precipizio di 400 metri. Impugnando quindi il fucile, seguito da pochi superstiti, il Tenente Manfredini si gettò per primo contro la valanga degli scioani e cadde da eroe crivellato di colpi, alla luce radiosa della Bandiera Tricolore. Si era così avverato quanto disse agli amici prima di partire da Cremona per la colonia: “O vado avanti, o ci lascio la pelle”. Cremona che diede i natali a questo meraviglioso suo figlio volle che la sublime figura dell’eroico Ufficiale fosse eternata e tramandata ai posteri; chiese ed ottenne che questa caserma d’artiglieria portasse il nome di “Manfredini”. A noi artiglieri la consegna di tener sempre viva la luce di passione, di fede e di gloria che s’irradia da questo valorosissimo soldato. (Il comando del 3° artiglieria p.c. a perenne ricordo febbraio 1931- ix) .

• «Amba Alagi è il nome di un’alta montagna (amba) dell’Etiopia (3.438 metri). Si trova nella regione del Tigré, nell’Etiopia settentrionale, e più precisamente nell’area del Debubawi (sud). Dall’Amba Alagi si domina la strada che collega Mek’ele e Maychew». [wikipedia]