12 novembre 1895
Tags : Il colonialismo italiano
Il problema di Baratieri
• Crispi ha respinto le dimissioni di Arimondi, «che
avrebbero fatto in Italia cattiva impressione, dato il prestigio di cui godeva
il vincitore di Agordat. Rimangono quindi in Africa un comandante e un
vicecomandante che non vanno d’accordo e diffidano uno dell’altro». [Candeloro6]
• «Baratieri diffida dei suoi sottoposti, che lo
ricambiano con un’aperta ostilità. Le condizioni fisiche e psichiche del
governatore sono pessime, ma i suoi collaboratori, anziché alleviarle, ne approfittano
per emergere come gli unici possibili eroi della prossima battaglia. Albertone
considera Baratieri un pusillanime, Dabormida anche. Arimondi lo disprezza
apertamente e nutre rancore verso Albertone, al quale Baratieri ha consegnato
la creatura di Arimondi, la brigata indigena. A tutti fa difetto la disciplina,
tranne a Dabormida che ne ha una concezione ottusa: accetta gli ordini senza
discutere, ma neppure permette vengano discussi i propri. Ellena è appena
arrivato dall’Italia, con notizie poco incoraggianti per Baratieri sugli umori
degli alti comandi. È impegnato a fare politica e a lamentarsi perché a lui,
artigliere, è stato dato il comando di una brigata di fanteria». [Nicola Zotti, www.warfare.it]