Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1895  novembre 12 calendario

Il problema di Baratieri

• Crispi ha respinto le dimissioni di Arimondi, «che avrebbero fatto in Italia cattiva impressione, dato il prestigio di cui godeva il vincitore di Agordat. Rimangono quindi in Africa un comandante e un vicecomandante che non vanno d’accordo e diffidano uno dell’altro». [Candeloro6]

• «Baratieri diffida dei suoi sottoposti, che lo ricambiano con un’aperta ostilità. Le condizioni fisiche e psichiche del governatore sono pessime, ma i suoi collaboratori, anziché alleviarle, ne approfittano per emergere come gli unici possibili eroi della prossima battaglia. Albertone considera Baratieri un pusillanime, Dabormida anche. Arimondi lo disprezza apertamente e nutre rancore verso Albertone, al quale Baratieri ha consegnato la creatura di Arimondi, la brigata indigena. A tutti fa difetto la disciplina, tranne a Dabormida che ne ha una concezione ottusa: accetta gli ordini senza discutere, ma neppure permette vengano discussi i propri. Ellena è appena arrivato dall’Italia, con notizie poco incoraggianti per Baratieri sugli umori degli alti comandi. È impegnato a fare politica e a lamentarsi perché a lui, artigliere, è stato dato il comando di una brigata di fanteria». [Nicola Zotti, www.warfare.it]