4 agosto 1889
Tags : Il colonialismo italiano
L’estensione coloniale
• Il generale Baldissera occupa facilmente Zula,
piccolo borgo marino a sud di Massaua e all’estremo nord della Dancalia (Abissinia).
Proteste in Francia, entusiasmo in Italia. Baldissera affida poi al capitano
Cornacchia la caccia a Debeb, un capo locale che ha disertato l’anno scorso ed
è figlioccio di ras Alula. Egli vigila sull’altopiano da solo, perché il resto
dell’esercito etiopico è impegnato contro i dervisci. Si dice che adesso Debeb
si trovi nel villaggio di Saganeiti. Cornacchia parte con 400 basci buzuk
(mercenari eritrei al soldo degli italiani), 300 irregolari locali e quattro
ufficiali italiani. [wikipedia]
• «Il generale Antonio Baldissera è convinto che
l’occupazione di Massaua e del litorale non abbia ragione di sussistere se non
è seguita da un allargamento del dominio italiano nell’interno. Ha idee
abbastanza precise sul modo in cui questa azione di conquista deve svolgersi.
Dotato di notevoli capacità militari e di sicuro intuito politico, energico e
spregiudicato nella scelta dei mezzi, immune da ogni forma di retorica e capace
di una visione crudamente realistica dei problemi, egli è il primo comandante
italiano a comprendere quali debbano essere i caratteri specifici di una
conquista coloniale nell’Africa di oggi (…) Il generale Baldissera, nato a Padova nel 1838, ha servito
nell’esercito austriaco fino al grado di capitano ed è poi passato in quello
italiano dopo la guerra del 1866, alla quale ha partecipato combattendo contro
i prussiani». [Candeloro6]
• «L’Eritrea è abitata da popolazioni diverse,
travagliate da lotte sempre rinascenti tra i capi feudali e tra le varie tribù,
oltre che dal contrasto più generale tra le popolazioni etiopiche cristiane
dell’altopiano e quelle di altre stirpi, prevalentemente musulmane, del
litorale e del bassopiano occidentale».