23 novembre 1911
Tags : Il colonialismo italiano
«Che Tripoli e Tripoli! I triboli li abbiamo in casa»
• Giustino Fortunato a Salvemini: «I contadini di Lavello, ossia della zona del latifondo a cerealicoltura, assetati e affamati di terra, sperano averne una quota a Tripoli, e di Tripoli sono entusiasti. I contadini di Rionero, ossia della zona a coltura intensiva della vite, mal soffrono Tripoli, e dicono: “Che Tripoli e Tripoli! I triboli li abbiamo in casa, e bastano”. È detto comune in Basilicata: “Triboli e spine”». [Del Boca/1]