3 ottobre 1911
Tags : Il colonialismo italiano
Bombardamento a Tripoli/1
• Dalle 15.30 alle 18.10 Tripoli viene bombardata dalle squadre
navali degli ammiragli Faravelli e Borea Ricci. I forti turchi sono demoliti
dalla flotta italiana.
• Il fuoco viene aperto contro le
fortezze di Tripoli, poi contro i forti di Sultana e Hamidié, le batterie del
Faro e quelle del Molo. (La flotta italiana, comprendeva fra corazzate,
incrociatori, caccia e naviglio, più di venti navi).
• Per la prima volta Nesciat bey
riceve da Costantinopoli l’ordine di resistere dall’interno delle
fortificazioni costiere. Nel caso non sia possibile, ripiegare, ma continuando
la difesa del paese.
• La Sublime Porta prega Alberto
Theodoli di portare a Roma questa proposta di compromesso: 1) l’Italia potrà
occupare e amministrare la Libia, conservando però al Sultano la sovranità del
paese; 2) versamento, da parte dell’Italia, di 10 milioni di lire turche a
titolo di indennizzo. Si tratta di ciò che Giolitti e Di San Giuliano hanno da
tempo auspicato: il protettorato.
• Poco prima dell’inizio dei
bombardamenti, Fethy bey arriva a Tripoli a bordo di un piroscafo francese. Gli
italiani non lo fanno sbarcare.
• Il corpo di spedizione (34mila
uomini e 72 cannoni) lascia Napoli e salpa volta di Tripoli. A salutarlo, dalla
banchina del porto, il re Vittorio Emanuele III. [Del Boca 1 e 2]