8 novembre 1987
L’Italia va al referendum sul nucleare

• L’effetto Chernobyl si fa sentire sul referendum che si tiene l’8 e il 9 novembre del 1987. Gli elettori italiani abrogano a larga maggioranza le tre norme poste in votazione: 1) attribuire al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) il potere di determinare le aree dove insediare le centrali elettronucleari, nel caso non lo facessero le Regioni; 2) autorizzare l’Enel a versare contributi a Regioni e Comuni in proporzione all’energia prodotta sul loro territorio con centrali nucleari o a carbone; 3) consentire all’Enel di «promuovere la costruzione» di impianti elettronucleari «con società o enti stranieri» o anche «assumere partecipazioni che abbiano come oggetto la realizzazione e l’esercizio di impianti elettronucleari» all’estero. Vota all’incirca il 65 per cento degli aventi diritto, la scelta emersa dalla consultazione è nettamente antinucleare (i Sì all’abrogazione vincono rispettivamente con il 70,4, 69,1 e 63 per cento). [Piero Fornara, Sole 2/11/2007]