11 maggio 1986
Nucleare, sull’Italia torna il “sereno”
• Si è ripulita l’aria sulla penisola, scende la radioattività a terra. Gli ecologisti marciano a Trino Vercellese per bloccare i lavori di costruzione di una seconda centrale da 2.000 megawatt, voluta da goverbno, regione e comune di Trino. [St 12/5/1986]
• Interviene Papa Giovanni Paolo II: l’atomo rende pauroso il cielo e può danneggiare l’intera umanità al di là delle frontiere nazionali. [Cds 12/5/1986]
• I sovietici riprendono il controllo della centrale ma per due settimane hanno temuto la catastrofe. Solo ora Mosca ammette pubblicamente l’estrema gravità dell’incidente di Chernobyl. Responsabili dell’informazione sovietica incontrando esponenti dei mass media dell’Ovest si giustificano così: «Se qualcuno muore non ci precipitiamo alla porta di casa a chiedere cos’è successo. Per non creare panico vogliamo essere precisi e ciò richiede tempo». [Cds 12/5/1986]