2 marzo 1986
Pioggia nucleare, misure d’emergenza in Italia
Quantità apprezzabili di Iodio 131 vengono trovate nelle verdure e nel latte delle mucche che hanno pascolato all’aperto il primo maggio. «Situazione sotto controllo», dice Zamberletti nel primo pomeriggio. Ma il suggerimento di ieri a lavare bene la verdura si trasforma in un pressante invito ad astenersi dal suo consumo. Prende subito l’iniziativa il ministro della Sanità Costante Degan, che non appena finita la conferenza stampa di Zamberletti converte in ordinanza i suoi consigli. Per 15 giorni è vietata la vendita di verdure fresche a foglie e la somministrazione di latte fresco ai bambini fino ai10 anni di età e alle donne in stato di gravidanza. [Cds 3/5/1986]
Boris Eltsin, segretario del partito comunista per la regione di Mosca, ammette per la prima volta che l’incidente è stato provocato da un errore umano e che la zona intorno agli impianti è contaminata in modo grave: radioattività intorno ai 200 roentgen per ora, un livello letale. [Cds 3/5/1986]
Tutto esaurito al Cristallo Palace di Bergamo, unico albergo in Europa dotato di un capace e sofisticato rifugio a prova di atomica: la reception non ha requie, non ce la fa più a star dietro alle richieste di prenotazione. Ha una riserva di acqua, un generatore autonomo di corrente, due apparecchiature per filtrare l’aria dalle radiazioni, misuratori della radioattività atmosferica ecc. E’ stato progettato da un ingegnere della Nato. [Cds 3/5/1986]