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 1986  aprile 29 Martedì calendario

“L’Italia non corre alcun pericolo”

• Conferenza stampa affollatissima del ministro per la Protezione civile Giuseppe Zamberletti, dove si dice che la nube radioattiva potrebbe raggiungere l’Italia tra l’1 e il 3 maggio, e che comunque il nostro Paese non corre alcun pericolo: «I livelli di radioattività non andrebbero al di là di quelli misurati in queste ore in Svezia, e cioè cinque volte superiori al fondo naturale». Mobilitate tutte le stazioni di rilevamento radioattivo: 800 dei vigili del fuoco, 18 dell’Aeronautica, 25 dell’Enea, 4 dell’Enel.



• «Nella centrale nucleare di Caorso apparentemente nessuno è preoccupato. Tutto scorre come nei giorni precedenti alla tragedia di Chernobil. Nella palazzina chiamata “Centro di informazione numero 1” entra, come tutti gli altri giorni, una scolaresca: cinquanta ragazzi della media Bagatti di Varedo, vocianti, si accalcano intorno ai plastici che illustrano le strutture e il funzionamento della centrale».  La segreteria regionale del Pci chiede l’immediata sospensione dei lavori di costruzione della nuova centrale elettronucleare di Trino Vercellese (2mila megawatt, investimenti per 5mila miliardi di lire) che dovrebbe entrare in funzione tra una decina d’anni.

• In Parlamento diversi partiti chiedono chiarimenti. Verdi ed ecologisti hanno cominciato a protestare. Il Pci propone anche di sospendere le procedure per il raddoppio della centrale di Montalto di Castro. Ma il partito non è compatto: c’è un’ala filonucleare (Giovan Battista Zorzoli, responsabile della commissione energia) e una antinucleare (Antonio Bassolino il dirigente più in vista). Il democristiano Salvatore D’Amelio accusa gli organizzatori delle mobilitazioni antinucleari di voler far tornare il Paese alla «civiltà delle candele». [Cds, 30/4/1986]