11 novembre 1952
Tags : Nilla Pizzi
L’annullamento delle nozze
• In mattinata la Pizzi arriva al tribunale di Torino col compagno Gino Latilla (conosciuto l’anno prima a Sanremo). La cantante, che ha già ottenuto in Svizzera l’annullamento delle nozze col cugino muratore, vuole che la Corte d’appello convalidi la sentenza in Italia (solo così si potrà risposare). Durante l’udienza i suoi avvocati, Luzzati e Barbera, spiegano alla Corte che da ragazzina Nilla era «timida e scontrosa, quando si trovava in presenza di persone si metteva a piangere e fuggiva spaventata».
• I disturbi si aggravarono con l’adolescenza («forse anche a causa del precoce sviluppo: a 15 anni era già una signorina fatta»), il padre allora si rivolse a un avvocato e a un medico. Il primo gli consigliò di far interdire la ragazza, il secondo di trovarle un marito al più presto. Così, diciannovenne, finì in sposa al cugino Guido Pizzi. Ma il matrimonio — così si legge nella sentenza del pretore svizzero - «non fu felice perché Adionilla Pizzi soffriva continuamente di disturbi psichici». La ragazza «commetteva stranezze che il marito, uomo buono e generoso, cercava di ignorare per non accrescere in lei lo strano complesso di inferiorità. Ciononostante, dopo due anni di vita coniugale, la giovane gli disse molto francamente che non poteva più stare vicina a lui e che preferiva andare in casa della suocera. E cosi fece. Stabilita la sua dimora presso la madre del marito, rimaneva lunghe ore sola, seduta allo finestra, ad ascoltare i gorgheggi degli usignuoli assorta in estatiche visioni». «Poi, improvvisamente, manifestò una grande passione per il canto. La sua voce piacque ed ella cosi, cominciò a cantare al microfono. Al marito non pensava; glielo avevano trovato i suoi genitori: lei non era stata mai innamorata. La sua condizione di donna coniugata non la turbava minimamente. Senonché, quando sorse il tenero idillio con il suo compagno d’arte Gino Latilla, sbocciato durante il Festival della canzone a Sanremo, allora cominciò a sentirne il peso tormentoso, ed iniziò le pratiche per eliminare l’ostacolo alla sua felicità». Il 25 novembre 1952 la Corte d’appello scioglie Nilla Pizzi dal vincolo matrimoniale. Il procuratore generale, tuttavia, fa ricorso in Cassazione. [La Stampa 25 e 26/11/1952]