2 gennaio 2004
Le azioni Parmalat
• Marco Vitale scrive sul Corriere della Sera che già nel 1989 il presidente di «una delle principali merchant bank» si oppose all’acquisto di azioni Parlamalat con la motivazione che «la società era opaca, la natura dei nuovi capitali entrati ambigua, la fiducia nell’imprenditore Tanzi bassa soprattutto a causa delle sue continue collusioni con la politica.» Idem nel 2003: la medesima persona presiede una società di una ventina di fondi, nessuno dei quali ha un euro investito in Parmalat, perché i gestori avevano giudicato che «il gruppo è oscuro, che non si capiva niente e che sembrava montato apposta in quel modo per non far capire niente». «Dunque, prevenire si poteva». Perché nulla è stato fatto? «Perché il tutto è stato orchestrato ed organizzato da commissionhungry banks, da banche internazionali affamate di commissioni». Messe sotto accusa, nell’ordine, la Consob, la Banca d’Italia e la Borsa.