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 2017  gennaio 28 Sabato calendario

SINGLE PER SETTE

Secondo l’Annuario 2016 dell’Istat, i single non vedovi sono più che raddoppiati in vent’anni: ora è un esercito di 4,8 milioni di persone, il 7,9% della popolazione. Ma se aggiungiamo vedovi e divorziati che non si sono risposati, celibi e nubili che non vivono nella famiglia di origine, monogenitori con figli, allora il numero delle persone sole in Italia sfiora gli 8 milioni, il 13%, e le famiglie composte da un solo membro sono quasi un terzo del totale (Cassinis, Sta).



L’Istat dice che i single non vedovi sono più uomini che donne (il 55,3%), mentre i monogenitori sono all’86,1% mamme sole. Nell’ultimo decennio è aumentata l’occupazione delle donne single mentre è calata quella degli uomini. Nel 2014 il reddito del single in età attiva era mediamente di 17.466 euro, più alto di quello di un coetaneo che vive in famiglia (ibidem).


Secondo Coldiretti, i single spendono il 66 per cento in più della famiglia tipo. Il costo della vita è più alto soprattutto sul fronte alimentare: la spesa media al mese è di 332 euro contro i 204 di un nucleo di 2,3 persone. Motivo: i single sono costretti ad acquistare maggiori quantità di cibo per la mancanza di formati adeguati (le cosiddette monoporzioni), che comunque, anche quando sono disponibili, risultano molto più cari di quelli tradizionali. E poi si spreca di più, «perché è più facile, per la confezione di latte aperto, la mozzarella, la confezione di insalata aperta, i tortelloni iniziati rimanere in fondo al frigorifero ed essere inesorabilmente gettati nella pattumiera».


«Secondo un sondaggio, per il 56 per cento degli uomini sposati, se cade del cibo a terra, è ancora buono per 5 secondi. Per i single, invece, è buono finché qualcuno non ci cammina sopra» (Jay Leno).

Per i single, secondo Coldiretti, l’aumento di costi è più del doppio (101 per cento) per l’abitazione, del 76 per cento per i combustibili e per l’energia e del 29 per cento per i trasporti rispetto alla media per persona di una famiglia tipo.



Le città italiane col maggior numero di single, secondo il sito di dating online SpeedDate.it, sono Roma e Milano. Nella Capitale i single, 655 mila, sono passati dal 28% registrato nel 2001 al 47,5% attuale; a Milano la percentuale è del 52,8%, con i single (379 mila) che superano del doppio le coppie (quasi 164 mila).

Sneet: Single Not in Engagement, in Expecting, in Toying. Più o meno: né fidanzati né a caccia né in flirt.

Una recente ricerca guidata dalla psicologa Bella DePaulo dell’Università della California di Santa Barbara sfata lo stereotipo del single depresso e alla perenne ricerca dell’anima gemella. Lo studio, dal titolo “Quello che nessuno ti ha mai detto sui single”, presentato all’ultimo convegno della American Psychological Association, ha preso in esame 814 lavori precedenti sulla vita di coppia e su quella da single. Risultato: i single sono in genere più felici e più aperti alle esperienze delle persone che hanno scelto la vita di coppia, hanno un maggiore senso di autodeterminazione e sono più propense a una maggiore crescita psicologica. Inoltre sono più attivi, tendono meno ad isolarsi, sono più soddifatti della loro vita professionale e delle loro relazioni sociali. I ricercatori hanno anche constatato che i single, rispetto agli individui sposati, hanno meno possibilità di provare emozioni negative.



Vivere da soli durante la mezza età accresce il rischio di demenza. Lo rivela una ricerca di studiosi svedesi. Le persone che vivono da sole hanno il doppio delle possibilità di sviluppare malattie come l’Alzheimer. I ricercatori hanno studiato 1449 soggetti, prima all’età di 50 anni e poi vent’anni dopo, quando avevano fra i 65 e i 79 anni e hanno scoperto che coloro che erano sposati o convivevano con un compagno erano meno soggetti a sviluppare demenza.

I single rischiano di avere più problemi di salute e di morire prima rispetto a chi ha una vita di coppia. È emerso da uno studio dell’Università di Louisville. Gli uomini sposati vivrebbero dagli otto ai diciassette anni in più rispetto ai single; le donne sposate dai sette ai quindici anni in più. Cause: ancora da indagare.

«Il malato single. Il più a rischio depressione. Si sveglia con la febbre, non ha niente in casa, deve aspettare le sette e l’amico/a che gli porta un po’ di spesa. Nel frattempo ha deciso di suicidarsi, o di trovare moglie/marito (anche noiosi) entro l’anno sennò si suicida. Il giorno dopo torna a lavorare, purtroppo ha un aspetto orribile e non piace a nessuno» (Maria Laura Rodotà).


Studio della Michigan State University: gli uomini sposati si comportano meglio dei single: bevono meno e commettono meno reati.

I single sono più magri di chi ha una relazione stabile. Lo dice uno studio durato vent’anni: i dati raccolti dal National Longitudinal Study of Youth sono stati analizzati dai ricercatori della Western Washington University, che hanno messo in relazione il rapporto tra peso corporeo e stato civile di 3.347 persone. Risultato: gli scompagnati pesano in media un chilo e mezzo in meno degli accoppiati.


Per le donne single gli uomini impegnati con altre sono più attraenti degli scapoli. Lo dice uno studio condotto dallo psicologo inglese Anthony Little, confermato da un’altra ricerca, secondo la quale gli uomini vengono giudicati più desiderabili se fotografati in compagnia di una partner. Gli stessi esperimenti condotti su donne sposate hanno evidenziato che queste ultime, invece, preferiscono i single.



I single italiani sono i più libertini d’Europa. Lo dice un sondaggio condotto dal portale Meetic.it. Secondo i dati raccolti tra gli utenti il 35% delle single italiane dichiara di aver frequentato più persone nella stessa settimana. La percentuale sale al 38% per gli uomini. Olandesi, inglesi e tedeschi sono meno tentati dall’uscire con più persone nello stesso periodo: rispettivamente 15%, 17% e 18%. Tra gli italiani l’85 per cento degli uomini e il 71 per cento delle donne ha baciato più persone nella stessa settimana, mentre il 68 per cento degli uomini e il 44 per cento delle donne è andato a letto con più partner.


Secondo il Rapporto Assalco-Zoomark del 2016, i single che hanno in casa un animale nel 65 per cento dei casi scelgono un gatto.


Il protettore dei single è San Faustino. Faustino, un nobile bresciano vissuto nel II secolo d.C. , nato da famiglia pagana, fu convertito al cristianesimo dal vescovo Apollonio durante l’Impero di Adriano. Proprio per questo fu decapitato dopo anni di torture, col fratello Giovita, il 15 febbraio di un anno compreso tra il 120 e il 134. Il due fratelli, divenuti santi, furono anche nominati protettori di Brescia. Poiché la data del loro martirio, 15 febbraio, è immediatamente successiva a San Valentino, Faustino è diventato il protettore dei single.

In Italia si stima che nei 15 giorni precedenti San Valentino il flusso di incontri sui siti di dating online aumenti del 60%.

L’orario preferito dai single per gli incontri virtuali è tra le 20 e le 22.

secondo Match.com e Plenty of Fish, due dei più importanti siti di dating online nel mondo, gli utenti che si iscrivono nella prima settimana di gennaio trovano un partner in media due settimane più velocemente di quelli che decidono di entrare nella community più tardi. Dieci settimane contro dodici.

Sono più di cinquecento le app che promettono l’amore. Tra le più scaricate in Italia c’è Tinder, nata in California nel 2012, che oggi conta in tutto il mondo più di 50 milioni di iscritti. Ogni giorno, vengono recensiti un miliardo e mezzo di profili e nascono una media di 22 milioni di coppie virtuali (più o meno durature).


L’anno scorso un centinaio di uomini e donne hanno partecipato al «primo pellegrinaggio per single a Medjugorje» organizzato dall’esercito di Maria, «associazione di promozione sociale» toscana con sede a Montemurlo, in provincia di Prato. L’obiettivo del pellegrinaggio: «Implorare la Vergine per formare una famiglia». Prezzo: 240 euro.

Uno speed date - la ricerca dell’anima gemella tramite una conversazione di pochi minuti con un perfetto sconosciuto - costa in media 19 euro e riguarda circa quattordici persone.

Secondo una ricerca condotta da SpeedDate.it, nel corso del 2016 i cuori solitari italiani hanno speso 8,5 miliardi di euro per le uscite con un aspirante partner conosciuto online. Nel conto ci sono le spese dal parrucchiere, nella boutique più glamour o nel centro benessere passando per l’aperitivo al bar o una birra al pub, fino alle cene a lume di candela al ristorante. Secondo lo studio “Il contributo economico del dating” effettuato da Meetic, solo in abbigliamento e accessori ogni single italiano spende circa 115 euro l’anno. Mentre tra cenette, aperitivi e bicchieri di vino scorrono via 424 euro a persona (tra i 18 e i 25 anni il 13% delle aspiranti coppie divide il conto, ma nell’86 % dei casi è lui a offrire l’aperitivo o la cena, anche se pensa che non ci sarà mai un secondo rendez-vous). Poi ci sono le spese relative ai regalini (pari a 528 milioni di euro l’anno), i contraccettivi che ogni anno, nella ricerca dell’anima gemella, valgono ben 241 milioni di euro e gli spostamenti per raggiungere l’amato/a (255 milioni).


Un’altra analisi, commissionata da Meetic a Cebr (Centre for Economics and Business Research) ha messo a confronto Francia, Germania, Spagna, Italia, Svezia, Norvegia e Paesi Bassi, dove solo nel 2015 26,3 milioni di single hanno organizzato mezzo miliardo di incontri generando spese per 14,1 miliardi di euro. Ne è venuto fuori che l’Italia ha il più alto numero di daters attivi, ossia coloro che si recano all’appuntamento con una persona conosciuta online: 8,7 milioni di daters nel 2014 (con un aumento del 13 percento rispetto al 2013), ossia quasi il 10 per cento dei daters di tutta Europa per un totale di 218 milioni di incontri nel 2014. Ma in nessun Paese, anche in tempi di crisi, si risparmia sul primo appuntamento. In testa ci sono i Paesi Bassi, con 67 euro a testa. Poi italiani, svedesi e spagnoli: 55 euro. Più risparmiosi francesi e tedeschi, con 52 e 51 euro. Per tutti le voci di spesa più alte sono l’intrattenimento e i vestiti: le due carte da giocare per fare una buona impressione.

Tra i single maschi solo il 22% ama prendere l’iniziativa. Fra gli uomini in coppia stabile, invece, la percentuale sale al 55%.


«Se sei triste a volte non è perché sei single, è perché sei al mondo» (Sarah Eckel nel suo libro Non è colpa tua: 27 ragioni (sbagliate) per cui sei single).