VARIE 23/1/2017, 23 gennaio 2017
APPUNTI PER GAZZETTA - DI CHI SONO LE RESPONSABILITA’ PER RIGOPIANO? REPUBBLICA.IT "Nessun rischio dalle dighe, ma controlli costanti"
APPUNTI PER GAZZETTA - DI CHI SONO LE RESPONSABILITA’ PER RIGOPIANO? REPUBBLICA.IT "Nessun rischio dalle dighe, ma controlli costanti". Nel giorno in cui sale a sette vittime il bilancio ufficiale della valanga che si è abbattuta mercoledì scorso sull’hotel Rigopiano, un incontro urgente convocato al ministero delle Infrastrutture ha fatto il punto sulla situazione dell’invaso di Campotosto, col secondo lago artificiale più grande di Europa, e soprattutto sulla tenuta delle sue tre dighe dopo gli allarmi lanciati (e poi ridimensionati) dalla commissione Grandi rischi su un possibile "effetto Vajont". "No, non ci sono criticità ma teniamo alta la guardia, aumentiamo l’attenzione vista la frequenza di eventi sismici. Di solito le verifiche di legge vengono fatte ogni 2 anni, ma con le scosse vanno fatte molto più spesso" ha detto in sostanza il ministro Del Rio al termine dell’incontro. "Dai gestori delle dighe non sono stati riferiti problemi rilevanti, la riunione è servita per aumentare il lavoro di monitoraggio e verifica che già stiamo facendo", così la nota ufficiale del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, al termine dell’incontro a cui hanno partecipato Regioni, Protezione civile, Commissione grandi rischi e i rappresentanti dei Concessionari Grandi Dighe, in particolare Enel produzione, che gestisce le tre dighe di Campotosto. E su queste "Enel ha confermato che non sono state evidenziate criticità sia nei controlli ordinari, sia in quelli scattati, come da procedura, dopo i terremoti recenti". Estratta la settima vittima E’ una donna, non se ne conosce ancora il nome e il suo corpo è stato ritrovato in uno stanzino vicino alla zona della cucina e del bar. Si sta invece ancora lavorando per liberare il corpo di una vittima individuata ieri, la sesta. Si tratterebbe di un uomo. Il bilancio provvisorio del disastro è così di 11 sopravvissuti, 7 morti e 22 dispersi. All’ospedale di Pescara restano ricoverate tre persone: due bambini e un adulto. E’ quanto ha fatto sapere la direzione sanitaria. "I due bambini ancora ricoverati - sottolinea - sono in buone condizioni fisiche e la loro permanenza è dovuta solo a una continuità di protezione psicologica". Si spera nelle "sacche d’aria" A cinque giorni dalla valanga che ha travolto la struttura, i soccorritori sperano ancora di trovare in vita qualcuno in qualche ’sacca d’aria’ tra neve, detriti e strutture dell’albergo. Rigopiano, trovati vivi i tre cuccioli di Lupo e Nuvola Navigazione per la galleria fotografica 1 di 16 Immagine Precedente Immagine Successiva Slideshow () () Le operazioni di soccorso con decine di uomini sono proseguite anche la scorsa notte, nonostante la pioggia che anche stamani continua a cadere sulla zona. "Vigili del fuoco tutta la notte al lavoro" sottolineano gli stessi vigili in un tweet. "Procede l’esplorazione dei locali investiti dalla valanga", sottolineano. "Cerchiamo di arrivare al cuore della struttura". "La nostra ipotesi operativa è che la slavina possa non aver raggiunto e saturato tutti i locali, che ci sia un cuore della struttura non raggiunto. Se poi lì dentro possano esserci condizioni di vita, questo naturalmente non lo sappiamo. Siamo molto concentrati su questo obiettivo", ha spiegato Luca Cari, portavoce dei Vigili del fuoco, a SkyTg24. "Il lavoro è ininterrotto - ha aggiunto - le nostre squadre si alternano. Proseguiamo nell’esplorazione dei locali dell’interno, seguendo la speranza di trovare ancora persone in vita, anche se non c’è nessuna certezza. Stiamo procedendo da locale a locale, stiamo aprendo varchi in muri anche da ottanta centimetri. Siamo riusciti a sfondare con un escavatore quel muro di neve che ci impediva di far giungere i mezzi pesanti fino alla struttura". Per recuperare il corpo dell’ultima vittima individuata, ci sarà da fare "un lavoro molto lungo, richiederà sicuramente ancora delle ore". I numeri: una valanga come 4000 tir Maltempo e rischio valanghe. Le difficoltà maggiori per le operazioni di ricerca rimangono legate al maltempo e alla viabilità poiché il senso unico alternato sulla strada che conduce al resort non agevola le operazioni. Il rischio valanga permane su tutta la struttura anche se ieri è passato da 4 a 3, comunque un livello elevato. I bambini feriti Buone notizie per quanto riguarda bambini salvati: "Stanno bene e verranno dimessi oggi", ha fatto sapere Giuliano Lombardi, primario di pediatria dell’ospedale di Pescara. "Stiamo chiedendo la presenza di psicologi è importante la loro figura - ha aggiunto Lombardi - Abbiamo escluso patologie mediche come conseguenza dell’ipotermia. Ma il percorso non si è concluso. Ci vorrà del tempo e bisogna rispettare i loro tempi". Trovati vivi i tre cuccioli dell’albergo Erano i figli di Nuvola e Lupo, i pastori abruzzesi dell’hotel Rigopiano, i carabinieri forestali li hanno scovati in buono stato tra le macerie. I genitori si erano salvati dal crollo ed erano scesi più a valle nei giorni scorsi. I cuccioli, nati lo scorso 4 dicembre, erano nel locale caldaia. I soccorritori hanno dovuto abbattere un muro per salvarli. Sono in buone condizioni e saranno presto visitati dal veterinario. Inchiesta su hotel e viabilità accesso. "L’inchiesta è alle battute iniziali, non ci sono al momento scenari diversi da quelli che tutti possono immaginare", ha detto il procuratore aggiunto di Pescara, Cristina Tedeschini, sottolineando che tra i filoni di indagine vi sono quelli "relativi a circostanze e decisioni sull’apertura e lo stato di esercizio dell’hotel e sulla viabilità di accesso a quell’esercizio". Sulla tragedia del Rigopiano è stato aperto "un unico fascicolo" contro ignoti, che riguarda tutti gli aspetti della vicenda, compresa la costruzione dell’hotel. Le ipotesi per cui si procede sono quelle di disastro colposo e omicidio plurimo colposo, ha detto la magistrata, non escludendo un successivo "spacchettamento" dei vari filoni di indagine. La mail e i soccorsi mai arrivati: "Inefficienze e interferenze". "Un certo numero di interlocuzioni e di comunicazioni ha avuto delle inefficienze e interferenze", ha detto il procuratore Tedeschini, specificando che "non tutte queste inefficienze tuttavia appaiono causalmente rilevanti. Tutto il tema delle comunicazioni, sia telefoniche che mail, Whatsapp, de visu ecc, e dell’individuazione dei soggetti, è importante nell’ambito della ricostruzione degli eventi. Che ci siano state disfunzioni e ritardi nel recepire l’importanza di una comunicazione telefonica è un fatto, ma che questa sottovalutazione abbia avuto una relazione causale nell’efficacia delle operazioni di soccorso non è così certo". Rigopiano, la telefonata d’allarme al 112: "E’ crollato tutto l’albergo" Condividi La mail dell’hotel. "Tutta la vicenda della mail inviata dall’hotel Rigopiano è acquisita alle indagini", ha assicurato la procuratora di Pescara. "Per acquisito all’indagine - ha spiegato - intendo un materiale controllato e verificato, come appunto la vicenda della mail". Rigopiano, la mail inviata dall’hotel alle autorità poco prima della valanga Navigazione per la galleria fotografica 1 di 2 Immagine Precedente Immagine Successiva Slideshow () () L’ipotesi ritardi. Cristina Tedeschini è stata molto cauta sull’ipotesi di "errori di comunicazione tra enti che dovevano assicurare i soccorsi": "Che ci possa essere stato come da voi rappresentato (io non sto mai confermando nessuna delle vostre conclusioni) - ha detto rivolgendosi ai giornalisti presenti - una serie di disfunzioni e magari ritardi da parte della sala operativa nel recepire mi pare sia un fatto registrato". Tuttavia "che questa incomprensione, sottovalutazione o ritardo possa aver avuto" impatto sulle conseguenze è "da dimostrare", il nesso causale sull’efficacia dei soccorsi è "tutto da dimostrare". Anche perché al di là di ogni valutazione si parla "al massimo di un’ora" di differenza e "avete visto quanto tempo ci vuole per arrivare" all’hotel Rigopiano. In ogni caso, ha detto la magistrata, "questo è uno dei temi di approfondimento di questa indagine e ci stiamo lavorando". "Una buona parte di questi fatti comunicativi accaduti post evento mi rendo conto che hanno una rilevanza mediatica notevole e possono determinare anche giudizi severi da parte del cittadino - ha concluso la pm - ma ragionevolmente e sul piano della causalità oggi non appaiono avere una rilevanza elevatissima". Piano valanghe. Le forze dell’ordine si sono recate negli uffici della Regione Abruzzo per acquisire tutta la documentazione relativa all’emergenza valanghe. Tra gli obiettivi degli inquirenti c’è quello di visionare il Piano valanghe che dovrebbe essere stato predisposto dagli uffici. Secondo il Forum H2O Abruzzo il resort, in base alla mappa Geomorfologica dei bacini idrografici della Regione Abruzzo è sorto su resti di passati ’eventi di distacco’ provenienti dal canalone sovrastante la montagna. Diverso il parere della presidente dell’Ordine dei Geologi della Toscana: "L’albergo sorgeva in una zona non segnalata, in carta di rischio, per criticità particolari". Hotel Rigopiano, la mappa geomorfologica e satellitare Navigazione per la galleria fotografica 1 di 5 Immagine Precedente Immagine Successiva Slideshow () () Anche la posizione dell’hotel nell’inchiesta. "La vicenda edilizia dell’hotel - ha precisato ancora la pm - entrerà nelle indagine. Se c’è stata una pratica di ampliamento successiva alla prima io lo saprò. Se questa pratica è stata importante ai fini di quello che è successo io lo saprò". "I morti sono stati uccisi". "Quelli che sono morti sono stati uccisi, quelli che ancora non rientrano sono stati sequestrati contro il loro volere perché volevano rientrare. Li hanno sequestrati. Avevano le valigie pronte. Li hanno riuniti tutti vicino al caminetto come carne da macello", ha detto il papà di Stefano Feniello, 28 anni, tra i dispersi dell’hotel e fidanzato di Francesca Bronzi, salva e ricoverata a Pescara. La responsabilità, secondo Alessio Feniello, che si è sfogato con i giornalisti, è "delle autorità". "Francesca con la luce del telefonino illuminava il braccio di mio figlio. Lo chiamava ma non rispondeva", ha raccontato Alessio Feniello. "Vedeva solo il suo braccio. Si lamentava, lo chiamava ma non rispondeva, poi non l’ha sentito neanche più lamentarsi", ha continuato l’uomo riferendo le parole della ragazza: "Francesca dice che è lui perché ha riconosciuto l’orologio che gli aveva regalato". "Quando sono arrivati i soccorsi - ha continuato - lei è stata invitata ad avvicinarsi al buco. Perché non sono scesi, hanno fatto un buco dove era l’altra coppia. Lei si è dovuta avvicinare a quel buco. E’ uscita dicendo ’il mio ragazzo è sotto’. Ho chiesto ’siete scesi sotto dove c’era l’altra persona?’. Mi hanno risposto ’non lo so’. Presumo che sia mio figlio, e presumo che se c’era un filo di speranza ora non ci sia più". L’ultimo Whatsapp di Stefano. "Ci sentiamo dopo che andiamo alla spa. E’ pieno di neve. Nevica, però, questa Panda è uno spettacolo. Siamo saliti senza catene", è il contenuto di una nota audio inviata su Whatsapp da Stefano al papà, il giorno precedente alla tragedia quando il ragazzo era appena giunto in hotel insieme alla fidanzata, che gli aveva regalato il soggiorno per il suo compleanno. E il padre rispondeva al messaggio: "Ok, ci sentiamo dopo. State attenti, buon divertimento". I funerali di Alessandro Giancaterino. Domani, nella chiesa di San Nicola Vescovo di Farindola saranno celebrati i funerali di Alessandro Giancaterino, il 43enne capo cameriere vittima della valanga. La camera ardente è stata allestita nella sala consiliare comunale. Sulla sua bara è stata adagiata una maglia dell’Inter, la squadra per la quale tifava. Sempre domani, alle 14.30 a Penne, 15 chilometri più a valle, le esequie di Gabriele D’Angelo, 31 anni, cameriere dell’albergo Rigopiano e volontario della Croce Rossa. L’ex sindaco. Alessandro era il fratello dell’ex sindaco di Farindola, Massimiliano Giancaterino. "Se avessi saputo (della valanga che ha travolto l’hotel Rigopiano, ndr), mi sarei tagliato il braccio destro", ha detto oggi l’ex primo cittadino che autorizzò l’ampliamento dell’albergo. "Ma non potevo saperlo. E sinceramente non me ne faccio una colpa, perché abbiamo dato un’opportunità a tanta gente del paese. Ma ora non ci sto alla caccia a un responsabile come capro espiatorio". L’immigrato. Aveva da poco rinnovato il suo permesso di soggiorno, presso gli uffici della Questura di Torino dove risulta residente, Faye Dame, l’immigrato senegalese al lavoro all’hotel Rigopiano quando è stato travolto dalla valanga. L’uomo, 42 anni, aveva ottenuto il rinnovo del permesso esibendo il contratto di lavoro con l’albergo. Rigopiano, estratta la settima vittima. Il ministro Del Rio: "Dighe, niente criticità rilevante ma mantenere alto il controllo" Faye Dame, il cameriere senegalese che lavorava all’hotel Rigopiano Condividi Incensurato, agli uffici della Questura risulta regolare in Italia dal 2009. Il nome di Faye Dame è stato inserito soltanto ieri nella lista dei dispersi della tragedia grazie alla testimonianza di una coppia abruzzese, ospite dell’albergo nei giorni precedenti alla valanga. La presenza dell’uomo è stata poi confermata agli inquirenti dal direttore dell’hotel, Bruno Di Tommaso. DISCUSSIONE TRA GEOLOGI L’hotel Rigopiano è stato costruito sopra colate e accumuli di detriti preesistenti compresi quelli da valanghe. Lo testimonia la mappa Geomorfologica dei bacini idrografici della Regione Abruzzo sin dal 1991, ripresa e confermata nel 2007 dalla mappa del Piano di Assetto Idrogeologico della Giunta Regionale. I documenti, riporta l’Ansa, sono stati evidenziati dal Forum H2O Abruzzo. In pratica il resort, in base a questa documentazione, è sorto su resti di passati ’eventi di distacco’ provenienti dal canalone sovrastante la montagna. Diverso il parere della presidente dell’Ordine dei Geologi della Toscana: "Il resort sorgeva in una zona non segnalata, in carta di rischio, per criticità particolari". Secondo quanto documenta il Forum H2O, la mappa evidenzia nel sito ’conoidi di deiezione’, ossia "un’area rialzata formata proprio dai detriti che arrivano dal canalone a monte dell’albergo. Insomma, come stare proprio lungo la canna di un fucile che poi è stato caricato ed ha sparato". La mappa regionale, del Piano stralcio di bacino per l’assetto idrogeologico del 2007 che conferma quella del 1991, è la 350 Ovest rintracciabile sul sito della Regione. Hotel Rigopiano, la mappa geomorfologica e satellitare Navigazione per la galleria fotografica 1 di 5 Immagine Precedente Immagine Successiva Slideshow () () Si vedono tre segni grafici verdi a forma di cono che convergono verso l’area dell’albergo, e rappresentano il movimento di flussi di materiale che nel tempo si è accumulato alla base del canalone. Già dagli anni 50 si ha memoria di una struttura di rifugio, ma l’hotel è costruito negli anni ’70, ed ingrandito dopo il 2000. "Il fatto che ci fosse prima una struttura più piccola non vuol dire granché - spiega Augusto De Sanctis, del Forum - perché i tempi di ritorno di questi fenomeni estremi possono essere più lunghi di qualche decina di anni. Un po’ come avviene per le piene dei fiumi, ci sono gli eventi che mediamente avvengono ogni 50 anni, quelli più importanti che avvengono ogni 100 anni e poi quelli estremi che possono avvenire ogni 500 anni e che raggiungono aree inusitate. Le carte del rischio tengono appunto conto di questa periodicità perimetrando aree sempre più vaste al crescere del tempo di ritorno. I geologi identificano le aree di rischio non solo attraverso gli eventi già noti, riportati nel catasto di frane e valanghe, ma anche e soprattutto su alcune caratteristiche specifiche del terreno a cui ricollegano il tipo di eventi che può verificarsi. E lì questi segnali dovevano essere evidentissimi, come spiegano queste mappe ufficiali". L’esistenza di una mappa conoscitiva però, ad avviso di De Sanctis, non si è tradotta "per omissione della Regione in una mappa del rischio valanghe che era prevista dalla legge 47/92, cioè 25 anni fa. La legge prevede per le aree a rischio accertate o potenziali, l’inedificabilità o per strutture esistenti il divieto di uso invernale. Non è stato fatto un Piano valanghe, ma comunque - continua l’esponente del Forum - nel percorso di ristrutturazione dell’hotel si doveva evidenziare il contesto di rischio e agire di conseguenza, come prevede il Decreto 11/03/1988 dal titolo evocativo ’Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l’esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione. Istruzioni per l’applicazione’". La presidente dell’Ordine dei Geologi della Toscana. "Il resort sorgeva in una zona non segnalata, in carta di rischio, per criticità particolari", "però poi la concomitanza fra evento nevoso importante e sciame sismico in corso ha creato, vista la posizione dell’albergo allo sbocco di un canalone, il disastro", tuttavia "ammesso, e tutt’altro che concesso che in fase di ristrutturazione fosse stato consultato al riguardo un professionista e che questi avesse posto il problema della posizione geomorfologicamente pericolosa, al di là del solo rispetto formale delle norme, gli si sarebbe dato ascolto?". E’ quanto afferma la presidente dell’Ordine dei Geologi della Toscana, Maria Teresa Fagioli, facendo una valutazione scientifica della vicenda dell’hotel Rigopiano. "Spesso in casi simili - commenta ancora Maria Teresa Fagioli - la falla sta nella troppa ’fiducia’ nelle perimetrazioni di vincolo e quindi nel non verificare, sempre e comunque in fase di intervento diretto, con intuito geologico. Sarebbe necessario fare delle valutazioni, comunque, a prescindere dall’assenza di vincolo e se si intravede il rischio, in virtù del principio di precauzione una volta tanto usato a proposito, non costruire o ristrutturare senza interventi di mitigazione, altrimenti, se alla professionalità ci si accontenta di sostituire la formalità, non resta che confidare nella clemenza del fato ed in una super attrezzata Protezione civile". I FILONI D’INDAGINE Un clamoroso equivoco nelle telefonate che lanciavano l’allarme, su cui la procura di Pescara vuole andare a fondo. E’ questo il primo esito dell’inchiesta per “omicidio colposo plurimo” e “disastro colposo” aperta dopo la tragedia dell’hotel Rigopiano. L’indagine (al momento contro ignoti) si divide in tre filoni, il primo dei quali appunto sta approfondendo i motivi per cui fu considerata “una bufala” la telefonata al 113 fatta da Quintino Marcella alle 18.20 di mercoledì e dirottata al Centro di coordinamento dei soccorsi attivato quella mattina presso la Prefettura. IL DIRETTORE RASSICURO’: “NON SO NIENTE DI UNA VALANGA ALL’HOTEL” La funzionaria che ricevette la telefonata, liquidandola con tono sostenuto come “una delle tante bufale”, è in corso di identificazione in queste ore da parte della polizia di Pescara, che ha avuto la delega a indagare dal procuratore aggiunto Cristina Tedeschini e dal pm Andrea Papalia. La prima telefonata del superstite Giampiero Parete risale alle 17.08, pochi minuti dopo la slavina. A quanto sembra ci furono difficoltà nella comunicazione. Quella “incriminata”, invece, la fa il suo datore di lavoro, Quintino Marcella, alle 18.20. Tra le due chiamate, però, c’è un fatto che spiega parzialmente il perché della risposta della funzionaria. Alle 17,40, infatti, la Prefettura di Pescara telefona al direttore dell’hotel Rigopiano, Bruno Di Tommaso per chiedere cosa stesse succedendo lassù. Di Tommaso in quel momento si trova a Pescara e conferma di non avere notizie di valanghe, anche se – specificò - non ha sentito di recente i suoi colleghi rimasti al resort. L’ALLERTA SLAVINE MAI ARRIVATO A FARINDOLA Il secondo filone d’indagine riguarda la filiera della comunicazione che doveva avvertire il sindaco di Farindola dell’innalzamento da 3 a 4 del rischio slavine nel suo comune, permettendogli di avere tutti gli elementi per valutare un’eventuale evacuazione dell’hotel già durante la mattinata di mercoledì. Il bollettino specifico di Meteomont si sarebbe incagliato a livello della Prefettura. Ha dichiarato il sindaco, Ilario Lacchetta: “Il mio comune non ha mai ricevuto l’allerta valanghe. Abbiamo avuto solo il bollettino della Protezione civile sulle avverse condizioni meteo e sull’arrivo di una forte nevicata. Siamo rimasti anche senza linea telefonica fissa e senza internet, ma in caso di pericolo reale la Prefettura avrebbe potuto contattarci in molti modi. Se è una comunicazione importante, non basta una mail”. Un’altra grana per il prefetto pescarese, Francesco Provolo, che si aggiunge a quella relativa alla macchina dei soccorsi. LA TURBINA DIMENTICATA Sotto indagine, infatti, è finita la gestione delle turbine spazzaneve, dopo la notizia rivelata da Repubblica che una di queste (di proprietà dell’Anas) era a una ventina di km dall’hotel durante la giornata di mercoledì e, se dirottata per tempo, avrebbe potuto liberare l’unica via d’accesso all’hotel consentendo ai clienti di andarsene. Nel fascicolo aperto dai magistrati pescaresi è finita la primissima segnalazione dell’isolamento di Rigopiano, che alla Provincia di Pescara arrivò alle 7 del mattino da parte degli operatori spazzaneve che avevano provato a pulire le strade durante la notte. E anche la mail inviata dalla direzione dell’hotel alla Prefettura, alla Provincia e al Comando della polizia provinciale, nella quale si avvertiva che, dopo la scossa delle 10.25, i clienti erano "terrorizzati", tanto da pensare di dormire in macchina. "Con le pale e il nostro mezzo siamo riusciti a pulire il viale d’accesso, dal cancello fino alla ss42. Consapevoli delle difficoltà generali, chiediamo di predisporre un intervento al riguardo". I PERMESSI DEL RESORT Ultimo filone, quello relativo ai permessi edilizi e alle concessioni rilasciate al resort, che si trova in un’area vincolata perché interna al perimetro del Parco del Gran Sasso. Gli inquirenti hanno chiesto al comune di Farindola e al Parco tutte le carte relative alla struttura, per capire “se l’hotel poteva stare dove stava”.