FACEBook, 22/1/2017, 22 gennaio 2017
DA FACEBOOK DI OGGI 22/1/2017
PINO DI MEGLIO
I cretinetti detestano Trump. E’ troppo grosso, troppo ricco, troppo biondo. E’ ignorante (chi sa come fanno a saperlo? hanno discusso con lui di filosofia?), è sessista, non è includente, è un guerrafondaio.
E’ repubblicano. I cretinetti amano i presidenti USA del Partito Democratico; loro sono per la pace.
Trascurano alcuni dettagli:
0- il presidente che portò gli USA nella seconda guerra mondiale era democratico, Franklin D. Roosevelt;
1- l’unico presidente che ha usato la bomba atomica era democratico, Truman;
2-la guerra del Vietnam è iniziata con il democratico Kennedy ed è stata portata avanti dal democratico Johnson; invece l’odiatissimo repubblicano Nixon la terminò;
3- durante la presidenza del democratico Kennedy abbiamo sfiorato la terza guerra mondiale per la crisi di Cuba;
4- durante la presidenza del democratico Carter è nata la teocrazia in Iran che ha sterminato milioni di iraniani e milioni di Iraqueni nella guerra durata 8 anni;
5- il democratico Clinton non era sessista, anzi preferiva le ragazze di 22 anni.
COMMENTI
Pierluigi Romanello A corollario di quanto scrivi Trump ha affossato in 24h il trattato EFTA/NAFTA per il libero mercato USA/UE decretando la fine della globalizzazione. Un conservatore di destra ha fatto in 24h quello che i no-global non sono riusciti a fare in 20 anni di manifestazioni, girotondi, occupazioni etc. Immagino, nei centri sociali umori paragonabili a quelli del Bunker di Hitler negli ultimi giorni di Berlino.
Intendiamoci, io sono per una sana globalizzazione, per un mercato aperto ma con regole chiare, decisamente contrario a politiche protezionistiche. Per un mondo decisamente aperto, Mi faceva solo sorridere che uno dei primi atti di Trump fosse quello per cui molti avevano guardato a Sanders con estasi.
Mi piace · Rispondi · 1 · 8 h
Pino Di Meglio
Pino Di Meglio i cretinetti diranno che siccome lo ha fatto lui, non va bene .... ci voleva ben altro !!
I cretinetti erano pure contrari all’accordo USA/UE che finirà in nulla grazie a Trump. Poverini.
Mi piace · Rispondi · 2 · 8 h
Francesca Pollato
Francesca Pollato A me non piace la figura del presidente degli USA a prescindere. Cmq il tuo punto 0 mi piace.
Mi piace · Rispondi · 1 · 8 h
Francesca Pollato ha risposto · 4 risposte · 7 h
Daniele Marano
Daniele Marano A me sembra più guerrafondaia la Clinton, altro che Trump
Mi piace · Rispondi · 7 h
Giovan Giuseppe Conte Pino La CNN sta trasmettendo in diretta un servizio sulla manifestazione a Washington delle donne (?) contro Trump. A vederle e a sentirle penso
a) che un buon conoscitore della fisiognomica , partendo da un esame delle facce di molte partecipanti, potrebbe scrivere un bel saggio sulla stupidità di massa.
b) che uno studioso di psicoanalisi, analizzando i discorsi di quelle più battagliere, potrebbe affiancare al primo un saggio sull’ aggressività femminile derivante dalla frustrazione
c) che il termine col quale di solito ti riferisci alle teste sinistrate è un vezzeggiativo fin troppo soft.
BACHECA DI GLAUCO BENIGNI
Il Tumulto dei Chomsky
Una volta avevo scritto "Il giornalismo fa comodo soprattutto a Chi lo fa ". Lo confermo. I Media mainstream sono pieni di ricche Cassandre che affermano o smentiscono con somma disinvoltura fatti che non possono conoscere a fondo. Quindi non sono utili ai loro lettori e spettatori ma solo a loro stessi .
Prendiamo ad esempio il recente insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca . Nessuno di quelli interpellati e chiamati a commentare dicevano chiaramente che ci troviamo di fronte ad una immensa incognita. Perchè la Storia contemporanea è un’immensa incognita. Tutti spudoratamente facevano finta di sapere molto bene di cosa si stesse parlando.
"Perchè Trump è populista ... perchè è miliardario, nazionalista, protezionista, anti quello , pro questo... ". "E pertanto succederà questo e quello e così via" .
E invece Nessuno sa cosa cambierà con Trump ... come nessuno sapeva cosa sarebbe cambiato con George Bush Junior o con Barak Obama. Specialmente nella dimensione internazionale.
Qualcuno ha idea di cosa si sono veramente detti Putin e Trump ? Qualcuno può prevedere qual’è il futuro vero dei rapporti tra Cina e USA ? Qualcuno ha un’idea di cosa succederà nella macro regione medio orientale ? Che faranno : Erdogan ? e il Governo Israeliano ? e l’ISIS e i Sauditi , e Assad ? Probabimente non lo sanno neanche loro . Ognuno avrà un suo progetto, più o meno realistico, e tenterà di giocare la sua partita con le carte che ha , con i sostegni che ha e contro le opposizioni che ha. Trump e il suo Segretario di Stato , dal canto loro agiranno e reagiranno di conseguenza.
E l’Europa , ’sta Culla della Civiltà, che farà ? Nessuno può saperlo . Vince Le Pen ... o non vince Le Pen? La Merkel resta in sella o va giù con fragore ? Noi votiamo o non votiamo ? Gli Inglesi quanto ci metteranno a dar seguito alla "exit" ? La City come orienterà il suo futuro , dove volgerà il suo sguardo ? A Est o ancora a Ovest ? E Francoforte reggerà il ruolo che dovrebbe svolgere ? Quanti migranti arriveranno ancora ?
Non si sa Nulla ! Una massa di informazioni infarcite di Vero-Falso vengono fatte circolare , Qualcuno sostiene che il Potere Globale ha un piano, ma non è vero neanche questo . Nessuno è più in grado di organizzare e orientare il consenso. Come dicevo prima "Ognuno ci prova"..il Pianeta va alla deriva ... probabimente come sempre . Poi, tra qualche decennio, dopo aver di fatto percorso una rotta - oggi non immaginabile - qualche storico la giustificherà alla luce della Complessità.
Le visioni religiose sono in discussione, l’origine della vita è in discussione, il modello di sviluppo che ha dominato dal secondo dopoguerra è in discussione, le catastrofi ecologiche e ambientali si moltiplicano, i grandi eserciti si minacciano reciprocamente ogni giorno .
Chi può dare una forma accettabile al Caos ? Non certo i ridicoli attori del teatrino dei media mainstream . Io spero nel G 20 ... forse ingenuamente .
BACHECA DI RICCARDO ROMANI
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Notizie
Riccardo Romani
20 gennaio alle ore 11:48 ·
L’ambizione massima? Il male minore.
Il mio volo è atterrato con 13 ore di ritardo. American Airlines volo 109, Londra-Los Angeles. Un atterraggio di emergenza in Islanda – un passeggero che stava male – un altro scalo tecnico a New York (bisognava cambiare l’equipaggio al lavoro da troppe ore). Doveva trattarsi di una specie di pit-stop – così avevano assicurato - ma a JFK mica si scherza: se tocchi il suolo americano, devi passare la dogana. Un nuovo controllo di sicurezza. Ore di attesa, nessuna assistenza, zero pasti. Arrivo a destinazione dopo 30 ore senza alcuna spiegazione plausibile sull’accumulo di ritardi. Nessun gesto di comprensione. Anzi.
Al momento di ri-fare il check-in a JFK, notando l’eccedenza di bagaglio (2 kg) l’inflessibile impiegata (per la sua collega a Londra era tutto ok), imponeva la dure legge: 100 dollari. Inutili le proteste e le richieste di flessibilità da parte di chi, di tolleranza e flessibilità ne stava mostrando da ore.
Niente. Thanks to American Airlines.
Questo non è un lamento, chi viaggia sa che può succedere. E non è la serie clamorosa di infortuni a sorprendermi. C’è dell’altro.
Immaginate 300 persone sballottate per il mondo per oltre un giorno, senza ricevere informazioni, senza mangiare, private anche di una semplice cortesia, a tratti costrette a uno stato parificabile al sequestro (fermi sulla pista a Reykjavik cinture allacciate e non muovetevi…).
Venti anni fa per una situazione del genere sarebbe scoppiata una rivolta. Qualcuno di certo avrebbe perso la testa. Avrebbe chiesto spiegazioni, vivacemente.
Oggi? Niente. L’unica lamentela, a bordo, è arrivata da parte di una ragazzina, quando a un certo punto l’internet ha smesso di funzionare. Tutti troppo impegnati ad aggiornare il feed Instagram (“Hey, I am in Iceland, cool!!!) per rendersi conto degli abusi cui erano sottoposti, roba che il manuale del customer care andrebbe bruciato. Insomma, un mansueto branco di pecore prive di ogni lampo di dignità.
E se un istinto ribelle (magari un simpatizzante terrorista?) prova a manifestarsi in mezzo al branco, viene subito respinto con violenza grazie a due formule chiave di questi tempi. “It is for your security”. Oppure “It is the policy”.
In entrambi i casi sono bugie. Sono solo slogan paralizzanti utili a ridurti a pura statistica, sei poco più che un bagaglio itinerante privo di coscienza e volontà. L’addetto alla sicurezza – scelto sempre tra le persone con più scarso livello scolastico - urla nel tuo orecchio come all’ingresso di un penitenziario: “Togliti le scarpe, la cintura, gli oggetti metallici sul vassoio…” e gode per quel potere minimo e inebriante. Tu esegui senza fiatare. E’ per la tua sicurezza, no?
Ovviamente no.
La zelante impiegata del check-in che ti comunica che il tuo volo è in overbooking, non è addestrata a ricevere le tue legittime rimostranze (Ho pagato, ho fatto la prenotazione per tempo, perché mi tratti così?”)
No, lei semplicemente ti dirà di abbassare la voce (ma tu stavi parlando normalmente, no?) e di farti da parte perché stai ostruendo la fila e interferisci col suo lavoro. It’s the policy. Devi decidere di accettare con subitanea mitezza oppure verrà chiamata la security per gestire il “problema”. Ovvero, tu.
Al check-in oppure al controllo della sicurezza, assistiamo solo a vuote dimostrazioni di forza. Poi naturalmente c’è qualcuno che seguendo le policy imbarca una pistola in valigia e alla raccolta bagagli compie una strage.
Dunque?
Di tutto questo mi resta l’immagine della coppia di americani seduti accanto a me, felici di atterrare a Los Angeles. Felici e senza la minima scoria di risentimento. Come se nulla fisse accaduto.
E’ quello che siamo diventati: cavie insensibili a qualsiasi tipo di violazione. Quello che ci riservano tra controlli di sicurezza e scali aeroportuali è solo un piccolo esempio di quello che esiste nel mondo in larga scala.
Ci infliggono di tutto perché glielo abbiamo concesso. Colleghi di lavoro licenziati senza un chiaro motivo, mentre noi guardavamo altrove. Aziende spostate di peso senza che noi abbiamo potuto esprimere un’opinione. Banche che hanno dilapidato i nostri risparmi lasciandoci senza alcun diritto di replica.
Ci spogliamo umiliandoci davanti a un solerte agente della sicurezza, perché è la nostra “sicurezza” in gioco.
Siamo preoccupati della nostra singola sopravvivenza, infischiandocene di quel che succede agli altri, inclusi quelli che muoiono di freddo, mentre scappano da una guerra, esattamente come noi cercavamo di scappare da un aereo bloccato in pista. Aderiamo in silenzio e con abnegazione a qualsiasi policy ci venga spinta a forza dentro allo stomaco. Il male minore è ormai la nostra ambizione massima. Ne pagheremo il prezzo. E quando proveremo a lamentarci, qualcuno chiamerà un agente della sicurezza. It is for your safety.