varie, 20 gennaio 2017
SHOCK «La stabilità e la guidabilità della moto mi hanno sorpreso. Pensavo fosse più nervosa e invece è docile
SHOCK «La stabilità e la guidabilità della moto mi hanno sorpreso. Pensavo fosse più nervosa e invece è docile. Sono contento. Dopo nove anni di Yamaha la potenza di questa moto è stata uno shock» (Jorge Lorenzo, ilota di motociclismo, parlando della sua nuova moto Ducati). FIRME «Io non firmo né per il secondo posto né per qualsiasi posizione. Dieci anni fa avrei firmato per allenare in Serie C e avrei sbagliato» (Maurizio Sarri, allenatore di calcio, del Napoli). TELEFONATE «Rispondo ora e poi basta. Mi sento spesso con il presidente Berlusconi, che è molto partecipe, presente e vicino. Se non mi dovesse chiamare ve lo dirò» (Vincenzo Montella, allenatore di calcio, del Milan). SCIE «Perché non ho scritto un’autobiografia? Perché lo fanno tutti. Ho preferito dare consigli su come si possa vedere la partita. Non guardate la palla, appunto. O almeno non solo quella. Guardate dove arriva il cross e soprattutto a chi arriva e a chi mirava quello che lo ha fatto. Quello è il vero pericolo. La palla è come la scia che lascia l’aereo in cielo, ma l’aereo intanto si muove» (Ruud Gullit, ex calciatore e allenatore). SCUOLA «L’organizzazione è molto più snella quando si sta in pochi, ma credo che anche le nazionali più “lunghe” possano trovare una chiave di lavoro efficace. La scuola è un altro aspetto cruciale: io ho imparato moltissimo da Svindal e il giovane Kilde, 24 anni, da noi. Ci tramandiamo il sapere, siamo amici, e poi ci scanniamo in gara. È questo che ci rende grandi» (Kjetil Jansrud, sciatore norvegese, al momento dominatore della classifica di Coppa del mondo di SuperG). ALTO «Da Coverciano si esce preparatissimi: ricordo che il secondo e terzo anno stavo più là che in famiglia... Poi i nostri campionati, non solo di serie A, sono tutti difficilissimi, pieni di organizzazione e tattica. Sì, il livello degli allenatori italiani è molto alto». IN BILICO «La Streif? Affrontarla significa accettare un gioco pericoloso, in bilico tra equilibrio e velocità: se non hai il primo, rischi l’osso del collo; ma se non hai la seconda, non arriverai mai davanti» (Peter Fill, sciatore italiano, che oggi affronterà la discesa libera sulla pista Streif di Kitzbuehel, dove ha vinto lo scorso anno). TACCHI «Quando serve mi “infighisco” anch’io. Una volta promisi che alla prima vittoria sarei salita sul podio con i tacchi» (Sofia Goggia, sciatrice).